di Linda Avolio
 
 
 
 
Il Presidente ha chiamato?


Un’incapace che non sa di essere un’incapace circondata da un gruppetto di incapaci che non sanno di essere degli incapaci. Dimenticate gli intrighi di House of Cards e le macchinazioni di Frank e Claire Underwood: in Veep, in onda ogni mercoledì su Sky Atlantic a partire dal 25 giugno, i personaggi sono dei campioni di inettitudine e mediocrità.

Selina Meyer, la Vicepresidente del titolo, è l’eterna seconda che vive a pane, gaffes e frustrazione, la prima dei perdenti, costretta a prendere atto del fatto che i suoi sogni di gloria si sono clamorosamente infranti di fronte alla dura realtà: del VP e di quello che fa il VP non importa non importa niente a nessuno.
La sua iper-competitiva  capo dello staff, Amy Brookheimer, è invece costantemente sull’orlo dell’infarto, e la vita privata non sa neppure cosa sia. D’altronde provate voi a gestire uno staff come quello di Selina: manicomio assicurato!

Poi c’è Mike McLintok, il responsabile delle comunicazioni, praticamente il capo ufficio stampa, che sembra uscito da una (brutta) barzelletta. E che dire dell’ambizioso Dan Egan, il vice di Mike, che venderebbe anche sua madre pur di avere successo e riuscire ad arrivare a lavorare alla Casa Bianca?

Non è messo meglio Gary Walsh, l’uomo ombra (o meglio, l’uomo zerbino) della VeeP, che la segue ad ogni passo e spesso si umilia o si mette nei pasticci per soddisfarne le sempre più assurde richieste. Si salva forse Sue Wilson, l’assistente personale di Selina, che ha il compito di organizzare l’agenda degli appuntamenti, un barlume di serietà nel mare magnum della mancanza di professionalità dell’ufficio della vicepresidenza.

Infine, direttamente dalla White House, c’è lui, l’irritante e arrogante Jonah Ryan, l’addetto alle relazioni tra lo staff del POTUS (President of The United States, il Presidente degli Stati Uniti) e lo staff della Veep, ma, di fatto, portatore di ordini dall’alto, perché Mr President negli episodi non compare mai, e non parla mai direttamente con la sua vice, neanche al telefono. Ora capite perché è così frustrata?

Esattamente agli antipodi sono invece (per fortuna!!) i membri del cast: Julia Louis-Dreyfus è una delle regine della commedia seriale televisiva statunitense, e non stupisce che abbia vinto tre Emmy per tre diverse comedy, tra cui proprio Veep nell’edizione 2013.
Anna Chlumsky, meglio conosciuta come Vera Sultenfuss del film Papà, ho trovato un amico, è una Amy Brookheimer dagli occhioni spalancati e costantemente al limite del collasso, e non sono da meno Matt Walsh e Reid Scott, rispettivamente Mike e Dan, spassosi quando tentano di farsi le scarpe a vicenda.

Che dire poi di Tony Hale, l’interprete di Gary, volto noto ai fan di Arrested Development, dove vestiva i panni di Buster Bluth? A Sufe Bradshaw è andata relativamente bene, perché la sua Sue è un concentrato di cinismo e sarcasmo davvero esplosivo, mentre Timothy Simons ha avuto un bel da fare con il personaggio di Jonah, uno dei più insopportabili del piccolo schermo.

Veep, una vera e propria ode al cinismo, è l’adattamento molto, molto libero (nel senso che a essere mantenuta è stata praticamente solo l’idea di base) di The Thick Of It, serie britannica targata BBC nata dal genio comico dell’italo scozzese Armando Iannucci – che, tra l’altro, è anche il papà della serie di HBO – andata in onda dal 2005 al 2012. Lì a essere vittima della satira era il Governo Britannico, inizialmente rappresentato dal personaggio di Hugh Abbot, un ministro appena nominato circondato da uno staff se possibile anche peggiore di quello di Selina.

In attesa di una chiamata del Presidente, non perdete il primo appuntamento con Veep, previsto per mercoledì 25 giugno alle 22:10, subito dopo l’ultimo episodio della prima stagione di House of Cards – Gli intrighi del potere, mentre dalla settimana successiva (cioè dal 2 luglio) Selina e compagni arriveranno prima, alle 21:10.