La prima stagione di House of Cards purtroppo si è conclusa il 25 giugno con la messa in onda del Capitolo 13, ma i fan della serie possono dormire sonni tranquilli, perché la seconda stagione andrà in onda il prossimo autunno, e anche perché domenica 29 andrà in onda la maratona, tutti i tredici episodi uno dopo l'altro, solo su Sky Atlantic.

Solo pochi (anche se interminabili) mesi, dunque, e poi Frank riprenderà la sua partita a scacchi contro chiunque si metterà fra lui e la realizzazione del suo diabolico piano di vendetta. Perché è questo che ha fatto finora Mr. Underwood: ha mostrato al pubblico che per vincere bisogna calcolare ogni mossa, ma soprattutto bisogna essere disposti a sacrificare (quasi) ogni cosa, anche le proprie pedine. Che è poi quello che è successo con Peter Russo, l’aggancio emotivo della serie, fatto appunto fuori da un personaggio che di emotivo ha poco o niente.

Frank ci affascina a livello cerebrale: non possiamo non essere catturati dalle sue macchinazioni e dalla sua astuzia, ma allo stesso tempo non vorremmo mai avere a che fare con una persona del genere nella vita reale. Non ci identifichiamo con lui, ma tifiamo per lui, e allo stesso tempo sappiamo che la sua vittoria significherà la sconfitta e l’annientamento (probabilmente anche fisico!) di qualche vittima sacrificale. Frank è così come lo vediamo: vuole quello che vuole, prende quello che vuole, senza pensarci due volte e senza scrupoli o dilemmi morali.

E’ Claire la portatrice di sfumature. La consorte di Frank, o meglio, Francis, è infatti il personaggio più interessante della serie, e dall’algida Lady Macbeth dell’inizio, pian piano si trasforma in un personaggio complesso e sfaccettato. E’ una donna che non gioca per vincere qualche premio. E’ una donna che gioca per il gusto del gioco.

E’ infatti lei stessa ad ammettere di aver scelto di sposare Frank perché sapeva che con lui non si sarebbe mai annoiata, infatti non è casuale che lo sguardo di Mrs. Underwood nei confronti del consorte sia simile in tutto e per tutto a quello degli spettatori, perché Frank esercita lo stesso tipo di fascino su entrambi: un fascino intellettuale, un’attrazione cerebrale.

Non c’è dubbio che Netflix – la società statunitense che dal 2008 tramite abbonamento fornisce un servizio di streaming online on demand – abbia alzato l’asticella in termini di qualità: la scrittura di Beau Willimon – che ha sceneggiato il bellissimo film Le idi di Marzo –  è potente, Spacey e Wright sono superlativi, il resto del cast è pressoché perfetto, e la produzione di Fincher – riconoscibile nello stile gelido, geometrico e claustrofobico della messa in scena – cattura e lascia col fiato sospeso.


L’appuntamento la maratona della prima stagione di House of Cards è per domenica 29 giugno, mentre la seconda stagione della serie andrà in onda il prossimo autunno, ovviamente solo su Sky Atlantic.