di Linda Avolio
 
 
 
Se Bron/Broen – che d’ora in poi chiameremo The Bridge – La serie originale, anche perché i due termini, il primo svedese il secondo danese, significano appunto “ponte” – è stata adattata dagli americani e dai “franglesi” (i francesi e gli inglesi, per una volta in spirito di collaborazione) un motivo ci sarà, e quel motivo è che The Bridge – La serie originale è davvero una delle novità più avvincenti della serialità nordeuropea degli ultimi anni.

Dopo Forbrydelsen – la versione originale danese di The Killing –, The Bridge – La serie originale conferma, casomai ce ne fosse bisogno, che la Danimarca e la Svezia sanno il fatto loro quando si tratta di sfornare crime di ottimo livello.

Chi ha già visto la trasposizione statunitense – quella ambientata tra il Texas e il Messico, con Diane Kruger e Demian Bichir nei panni dei protagonisti –  a grandi linee sa già cosa aspettarsi, eppure The Bridge – La serie originale riesce comunque a stupire e a tenere incollati al divano.

E poi, ovviamente, c’è anche la curiosità insita nel confronto tra gli attori nordeuropei e quelli americani: i protagonisti, definiti nei loro tratti principali, sono due, ma a interpretarli, in totale, ci sono ben sei attori, se si contano anche quelli di The Tunnel (la versione anglo-francese).

Perché dunque guardare The Bridge – La serie originale? Semplice: perché è da lì che tutto ha avuto inizio.

E’ notte fonda sul Ponte di Øresund, la mega costruzione che collega Copenhagen e Malmö. Un ponte tra due stati, un ponte tra due culture, e un ponte tra due lingue che, per quanto affini, sono comunque segno di due realtà distinte.
Tutto procede tranquillamente: il leggerissimo traffico è regolare, e non ci sono incidenti. All’improvviso, però, cala il buio totale per alcuni minuti. Black out completo.

Quando i fari che illuminano il ponte si riaccendono, i sorveglianti non possono credere a quello che vedono dalle telecamere: esattamente sul confine tra Danimarca e Svezia c’è una linea gialla, e sulla linea, esattamente all’altezza della vita, è adagiato un corpo. Un cadavere, per la precisione. Le gambe su suolo danese, il busto su suolo svedese. Che diavolo sta succedendo?

La prima ad arrivare sul posto è la bionda e ultra efficiente detective della polizia di Malmö Saga Norén, (interpretata da una straordinaria Sofia Helin, un nome totalmente sconosciuto a noi italiani, ma una vera star del piccolo schermo in Svezia), che prende subito in mano la situazione. Di lì a poco, però, viene raggiunta da Martin Rohde (interpretato da Kim Bodnia, famosissimo nella sua Danimarca), l’ispettore della polizia di Copenhagen chiamato sul luogo del delitto dai sorveglianti danesi.

Il loro primo incontro è memorabile, in senso negativo: Saga non capisce cos c’entrino i danesi, visto che il cadavere appartiene a una nota politica svedese, inoltre è sicura di non aver bisogno dell’aiuto di quest’uomo che, chiaramente, se ne frega del protocollo. Martin, dal canto suo, trova i modi di Saga alquanto sgradevoli, quindi è ben propenso a lasciare il caso ai colleghi “d’oltreponte”.

Però i conti non tornano…perché i cadaveri in realtà sono due! La metà superiore è effettivamente  quella di una politica svedese, ma la metà inferiore, invece, appartiene a una prostituta danese. Qual è dunque l’obiettivo dell’assassino? E’ evidente che il killer vuole lanciare un messaggio…ma quale?


L’appuntamento col primo episodio di The Bridge – La serie originale è per venerdì 20 giugno alle 22:10, solo su Sky Atlantic.