di Fabrizio Basso

Prima arrogante e cicciottello, poi muscolare e freddo. Genny Savastano è una delle figure più controverse e camaleontiche di Gomorra - la serie, in onda ogni martedì alle ore 21.10 su Sky Atlantic e Sky Cinema 1. A Interpretarlo è Salvatore Esposito. Che studia da boss ma sogna di essere un agente segreto al servizio di Sua Maestà. Un attore unico, con una faccia comunicativa e una capacità di adattamento ai ruoli oggi rara.

Esposito, lei in moto va come un pazzo come fa Genny?
Non sono un motociclista, mi hanno fatto prendere la patente sul set proprio per le scene sulla due ruote.
Divertito?
Ammetto che è stata una bella scoperta.
Ne possiede una?
Sono sempre stato appassionato, ma siccome la mia famiglia ha avuto un lutto legato proprio alla moto, per tranquillizzare tutti ne sono rimasto lontano. Giro in auto.
Sul set come è andata?
Benissimo. Come ama ripetere il regista Stefano Sollima, ho avuto una bella educazione criminale.
Il suo personaggio ha una grande evoluzione.
Non posso raccontare molto per non rovinare la sorpresa. Dico solo che al di là dei ruoli ci sono 20 chili di differenza. Ci ho lavorato un anno. E' bello dedicarsi a un personaggio così vario.
Calato nella realtà dove la camorra è ben radicata.
All'inizio siamo stati criticati perché l'immagine che usciva non era bella per il territorio, poi la gente ha capito che noi raccontiamo la camorra. O la mafia. O la ndrangheta. Il nome non importa. Ma si trova a qualunque latitudine.
Detto da lei che ci è nato...
Nato e ci ho lasciato tanti amici. La gente sa che interpreto un personaggio, sa distinguere il vero dal falso. Non siamo dei Tony Montana.
Scarface aveva come motto "Il mondo è tuo". Lei?
Me ne concede due?
Certo, sono anche pochi per come muta Genny.
Direi che uno è: tutto quello che voglio me lo prendo. L'altro: il boss passa sopra tutti e tutto.
Come è entrato nel cast?
In origine davo le battute a chi faceva i provini. Poi mi hanno chiesto di farlo anch'io, e ho avuto la parte.
Che fa nella vita di tutti i giorni?
Una vita normale: leggo, vedo amici, cerco lavoro, guardo tanti film, almeno due, tre volte ognuno.
Perché?

C'è sempre un particolare importante che sfugge: guardo il dettaglio e cerco ciò che non è immediato da notare. Mia madre dice che studio.
Che vorrebbe fare?
Lavorare in una produzione internazionale e dimostrare che siamo all'altezza degli attori americani.
Cinecittà non basta?
Ci sono già stato. Ed è stata una grande emozione. Ma vorrei quel confronto.
Che ruolo vorrebbe avere?
Un supereroe. Chessò Batman, Superman o Hulk. Ma il mio sogno è un altro.
Dica.
Vorrei essere James Bond.
Per le Bond Girl?
Per quel che rappresenta. Ma certo le Bond Girl sono un bell'incentivo!