di Linda Avolio

 

 

Prosegue inarrestabile il piano di Frank per vendicarsi della mancata nomina a Segretario di Stato, e procedono inarrestabili gli appuntamenti con la prima stagione di House of Cards, in onda ogni mercoledì alle 21:10 su Sky Atlantic.


Sì sono dette tante cose della serie ispirata ai romanzi dello scritto britannico Michael Dobbs, ma la verità è una sola: House of Cards è uno dei più grandi drammi contemporanei. Nonostante la storia raccontata sia fortemente ancorata ai giorni nostri, non è però difficile notare alcuni collegamenti a opere del passato, in particolare ad alcuni capolavori di William Shakespeare.

Non ci credete? Recuperate i testi del Riccardo III e dell’Otello, leggeteli, e poi diteci se certi personaggi no vi ricordano “per caso” Frank Underwood, il protagonista della serie, interpretato da un Kevin Spacey praticamente perfetto. A chi ci riferiamo? Ovviamente al sovrano inglese più odiato dal drammaturgo, Riccardo III di York, appunto, e a Iago, il villain della tragedia di cui è protagonista il Moro.

In base a quanto raccontato da Shakespeare nell’omonima opera, dopo la morte del fratello Edoardo IV, Riccardo III eliminò fisicamente i suoi nemici, i suoi oppositori e tutti i potenziali pretendenti al trono per poter arrivare a indossare l’agognata corona, e allo stesso modo è facile ritrovare in Frank una certa similarità di intenti e di azioni.
Certo, il sovrano York nella tragedia a lui dedicata eliminava fisicamente i suoi avversari, mentre Mr Underwood in linea di massima si limita e eliminarli politicamente, ma la spietatezza è alla pari. E poi ci sono i momenti in cui Frank guarda direttamente in camera e si rivolge al pubblico, molto simili ai soliloqui di Re Riccardo, durante i quali il sovrano condivide col pubblico i suoi malefici piani.

Anche con il personaggio di Iago, poi, ci sono alcune cose in comune, tra cui l’invidia e l’odio: così come l’alfiere era invidioso del Moro fino ad arrivare a ordiarlo, così Frank prova invidia e disprezzo nei confronti di Garrett Walker, un individuo senza spiccate doti che però con l’aiuto delle persone giuste è riuscito a sedersi sulla sedia dell’uomo più potente del mondo.

Passiamo poi a Claire, interpretata da una superba Robin Wright. Vediamo la bionda consorte di Frank, e allo stesso tempo il riferimento a un certo personaggio del bardo non può non apparire evidente.
Stiamo ovviamente parlando di Lady Macbeth, moglie, compagna, alleata e consigliera del protagonista del famoso e famigerato “dramma scozzese” (leggenda, anzi, superstizione vuole che pronunciare in teatro il nome della tragedia più breve scritta da Shakespeare porti sfortuna allo spettacolo, trasformandolo automaticamente in un fiasco!).

Chi ha avuto modo di assistere a qualche rappresentazione teatrale di quest’opera, o semplicemente chi ha letto il testo, lo sa già: lungi da noi togliere ogni responsabilità a Macbeth, il protagonista, ma di fatto è sua moglie a convincerlo ad agire (cioè a spingerlo ad assassinare Re Duncan per prendere la corona) e poi a coprire le sue tracce per tentate di far ricadere i sospetti su altri individui.
Claire è molto simile a Lady Macbeth: non solo sprona Frank, o meglio, Francis, visto che lei lo chiama così, ad agire, ma addirittura lo aiuta concretamente a mettere in atto il suo piano, macchinazione dopo macchinazione.

Che dire? Shakespeare li ha fatti, Michael Dobbs e Beau Willimon li hanno accoppiati!


L’appuntamento con House of Cards è ogni mercoledì alle 21:10, solo su Sky Atlantic.