di Floriana Ferrando

“Piacere, mi chiamo Khaleesi”: prima del 2012 in molti avrebbero storto il naso di fronte ad un nome simile, ma da quando la serie della HBO è approdata sugli schermi i nomi dei protagonisti sono diventati fra i più gettonati negli Stati Uniti. Insomma, la febbre per Games of Thrones impazza e gli effetti collaterali si vedono già… dalla culla. 

Baby nerd – I dati dell’americana Social Security Administration che pubblica annualmente un aggiornamento dei nomi preferiti dai genitori per i propri figli, non lascia spazio a dubbi: è in atto la rivincita dei genitori nerd. Nel corso del 2012 il nome Khaleesi, lo stesso della “madre dei draghi” dai capelli dorati della saga fantasy, è stato registrato all’anagrafe ben 146 volte, rendendolo più popolare dei già diffusissimi Nadine e Betsy. Inventato tout court dall’autore George RR Martin, il nome è diventato inflazionato in un arco di tempo molto breve: nel 2010 era usato meno di cinque volte, per salire a 28 nell’anno successivo, fino a quintuplicare nel 2012. Un vero boom, insomma. Certo, le fanciulle in questione non diventeranno mai regine dei Sette Regni, ma c’è da scommettere che il nome sarà di buon auspicio per il loro futuro.

Khaleesi vs. Daenerys
– Tuttavia Khaleesi non è un nome vero e proprio, come puntualizza qualcuno su Twitter, bensì il titolo nobiliare del personaggio: Khaleesi significa “regina” nel linguaggio immaginario Dothraki, mentre il suo vero nome è Daenerys Targaryen. Solo in pochi devono essersene accorti, perché sono stati “appena” ventuno i bebè battezzati come Daenerys nel 2012. Un discreto numero se si considera che prima di allora il nome era usato talmente poche volte da non meritare una menzione nella classifica dell’SSA (prende in considerazione solo quelli usati almeno cinque volte).


Arya: femmine contro maschi – Fra i personaggi più amati di Games of Thrones c’è anche Arya, principessa del regno di Grande Inverno e discendente della casata degli Stark. Anche l’utilizzo di questo nome ha subito un’impennata fra il 2011 e il 2012. Tuttavia, la Social Security Administration fa notare come è cambiata la tendenza fra i genitori: prima dell’uscita del primo libro di Martin, Arya veniva imposto soprattutto ai maschietti, ora invece finisce perlopiù sul certificato di nascita delle neonate.

Da Hunger Games a Harry Potter – Non c’è da stupirsi se i nomi dei bebè vanno al passo con le mode cinematografiche, d’altronde non è una novità. Prima erano stati Harry Potter e compagni ad invadere le case, pardon, le culle dei cinefili più incalliti: all’inizio del 2000 i reparti neonatali degli ospedali pullulavano di Hermione, Draco e Sirius. Poi era stata la volta di Jacob e Isabella, come i protagonisti di Twilight, fino al più recente Hunger Games: secondo il portale Nameberry niente Katniss come la protagonista però, piuttosto tanti Rue e Cato.