Se Roberto Saviano non avesse mai scritto Gomorra, molte cose non sarebbero successe. Non ci sarebbe stato un fenomeno letterario da 10 milioni di copie, un film diretto da Matteo Garrone che ha sconvolto tutto il mondo  e non ci sarebbe stata “Gomorra - la serie”,  i 12 attesissimi episodi  prodotti da Sky Cinema per la regia di Stefano Sollima che vedremo nel 2014.  E Ciro Petrone avrebbe continuato a vendere frutta ad un banchetto di Napoli. 

E’ lì che, ci racconta quando lo abbiamo incontrato all’Ischia Global, lo ha notato un’assistente di Matteo Garrone. “Ti posso fare una fotografia? Mi ha chiesto. Mi ha scattato una foto, l’ha passata a Matteo che  mi ha voluto conoscere e  che mi ha voluto nel film senza neanche farmi un provino”. Ciro è il ragazzino che campeggiava sui manifesti di “Gomorra” di Garrone, in biancheria e mitra spianato in mano, una desolante periferia alle spalle.

Nel film il suo personaggio ci mostra una brutale iniziazione alla camorra “E’ una realtà che conosco,  che però non è la sola di Napoli”.  Con Garrone è iniziata un’amicizia  “Non potrebbe fare un altro film senza di me”  ma per “ Reality” stava quasi per dirgli di no. “Ero sul set di Susanne Bier e  Matteo mi prese in giro : ah adesso fai i film di Hollywood e sei troppo impegnato per me!!”. In  “All you need is love” Ciro ha cambiato completamente registro:  è  un cameriere  che si innamora del promesso sposo e manda all’aria un matrimonio in una romantic comedy con protagonista Pierce Brosnan.  Ma il tempo per “Reality” di Garrone Ciro lo ha trovato ...d’altronde la sua vita è cambiata, ma non così tanto.