di Linda Avolio


A meno che non siate una prostituta al servizio di Petyr Baelish (ciao Ros, ci mancherai!), ne Il Trono di Spade, nonostante tutto – e per tutto intendiamo una società maschilista all'inverosimile, stupri all'ordine del giorno, violenze fisiche e verbali, padri e mariti padroni e l'impossibilità di diventare eredi a meno di non essere dotati di una determinata appendice – conviene comunque essere una donna.

Certo, dopo la brutale uccisione di Talisa Maegyr e Catelyn Tully-Stark durante le famigerate Nozze Rosse organizzate da Walder Frey in combutta con Roose Bolton e Tywin Lannister tale affermazione suona a dir poco bizzarra, eppure, se ci fermiamo un attimo a riflettere, è facile rendersi subito conto che le cose peggiori, finora, sono capitate più ai personaggi maschili che non a quelli femminili.

Ecco alcuni nomi a sostegno di questa teoria: Ned Stark, Robert Baratheon, Renly Baratheon, Khal Drogo, Viserys Targaryen, Jeor Mormont, Orell, Craster, Qhorin il monco, Maestro Luwin, Rhakaro, Pyat Pree, Xaro Xhoan Daxos, Lord Karstark, il mercante di schiavi Kraznys mo Nakloz, i due generali dei Secondi Figli decapitati da Daario Naharis e il Giovane Lupo Robb Stark.
Poi ci sono i mutilati/torturati/sfigurati: Sandor Clegane, Tyrion Lannister, Beric Dondarrion, Jaime Lannister e Theon Greyjoy.

Non che per le signore di Westeros ed Essos sia tutto rose e fiori, ma dal primo episodio della prima stagione fino a oggi gli uomini dello show sono stati letteralmente decimati! Le donne, dal canto loro, tengono duro nonostante le due tristi e inaspettate dipartite di cui vi abbiamo parlato alcune righe sopra.


Al di là della conta dei morti (e delle sterili polemiche riguardanti la presenza di numerosi nudi femminili in ogni stagione) c'è poi un altro aspetto interessante: posto che nella serie ispirata alla saga letteraria Cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R.Martin il bene e il male non sono mai nettamente divisi, quindi in linea di massima tutti i personaggi tendono a presentare difetti ma anche pregi caratteriali (Joffrey Baratheon escluso, lui andrebbe preso a schiaffi tutto il giorno, tutti i giorni!), nel gruppo delle signore c'è senza dubbio la maggior parte dei personaggi positivi visti finora.
Con questo non intendiamo dire che gli uomini dello show sono tutti dei bastardi (nel senso figurato del termine) – non ci sogneremmo mai di dire qualcosa di brutto riguardo Gendry, Sam Tarly, Jon Snow, Ser Loras Tyrell, Ser Davos Seaworth, Podrick, Ser Barristan Selmy, Ser Jorah Mormont, Tyrion Lannister, Hodor e i compianti Ned e Robb Stark, giusto per citarne alcuni. Diciamo solo che le donne ne escono nettamente meglio.

Anche qui facciamo qualche nome: Daenerys Targaryen, che da madre dei draghi è diventata madre degli uomini liberando intere città dalla schiavitù; la giovane e coraggiosa Arya Stark, anche se purtroppo dopo il suo primo omicidio ha perso la sua innocenza; l'ex schiava Missandei, che sicuramente sarà una valida consigliera per la nostra amata khaleesi; la neomamma Gilly, che per amore del figlio ha trovato il coraggio di scappare dal padre/marito Craster insieme al fidato Sam Tarly; la dolcissima Shireen Baratheon, la figlia di Stannis, che insegna a leggere a Ser Davos Seaworth; la fedelissima Osha, che darebbe la vita pur di proteggere i suoi piccoli Lord.

E ancora, l'onorevole Brienne di Tarth, l'anziana e scaltra Lady Olenna, la tomboy senza macchia e senza paura Meera Reed, la cocciuta Yara Greyjoy, l'ambiziosa e comprensiva Margaery Tyrell, la prode Ygritte, la leale e innamorata Shae, e perchè no, anche la bistrattata Sansa Stark (vi ricordiamo che la sua testa è ancora attaccata al suo collo, cosa che non si può dire riguardo al padre e al fratello maggiore, quindi tutto sommato la ragazza finora ha fatto quello che era giusto fare per rimanere in vita).

Certo, poi ci sono personaggi come l'arrogante e frustrata Cersei Lannister e la pazza visionaria Melisandre di Asshai che meriterebbero lo stesso trattamento da riservare a Joffrey (schiaffi, schiaffi e ancora schiaffi), ma d'altronde si sa: è l'eccezione a confermare e dare valore alla regola.


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