di Linda Avolio


Ogni anno la storia si ripete, ma non per questo le cose sono più facili: cari fan de Il Trono di Spade, preparate i fazzoletti, perchè la terza stagione della vostra serie preferita si avvia inesorabilmente verso la fine. Quello di venerdì 14 giugno alle 21:10 su Sky Cinema 1 sarà infatti l'ultimo appuntamento, ma confidiamo tutti nelle repliche, ora più che mai.

Riguardando i passati capitoli televisivi dello show e gli otto episodi trasmessi da maggio fino a ora non si può non notare che lo show ambientato a Westeros ha moltissimi punti in comune con uno dei generi televisivi più bistrattati: la soap opera.

Impossibile, starete pensando, la serie fantasy di casa HBO non ha nulla in comune con Beautiful, Febbre d'Amore, Tempesta d'Amore. Santa Barbara e affini! Anzitutto, Il Trono di Spade è un fantasy ambientato in un universo completamente inventato, e poi ci sono draghi, zombie, mostri di fumo e altre diavolerie magiche che non ci sono nelle soap opera, che invece sono ambientate in città realmente esistenti (come non citare le puntate di Beautiful girate a Venezia?).
E poi la soap viene trasmessa di giorno, nel primo pomeriggio, non è propriamente un genere di punta da piazzare in prima serata, anche se alcune eccezioni ci sono state, per esempio Dallas e Dynasty...ma da qui a dire che Il Trono di Spade ha punti in comune con la tipologia più becera di fiction seriale televisiva ce ne passa!

Siete sicuri? Indaghiamo un po'. Per prima cosa, che cos'è una soap opera? E', come detto sopra, uno dei generi della fiction seriale televisiva, e la sua struttura è quella del serial, ovvero una lunghissima e complicatissima storia a sua volta formata da più storie che a loro volta sono divise in svariati frammenti connessi tra loro.
Il serial aperto, cioè la soap, non è suddiviso in stagioni, perchè non è prevista una fine. E qui potrebbero avere ragione i fan de Il Trono di Spade che dicono che la loro serie preferita è quanto di più lontano da quell'immondizia televisiva tanto amata dalle casalinghe (o almeno questo è quello che dice la leggenda...)

Se però vi dicessimo che un altro tratto strutturale tipico del serial è quello di non essere suddiviso in episodi autoconclusivi (come per esempio quelli di Criminal Minds) ma in puntate che terminano con dei cliffhanger? Non vi sembra che il discorso si possa applicare alla perfezione anche allo show di casa HBO?

Il mistero è presto svelato: come molte altre serie prodotte dagli anni Novanta in poi (specialmente quelle trasmesse dai canali via cavo), Il Trono di Spade altro non è che una serie serializzata, ovvero un particolare genere che vanta caratteristiche proprie sia della serie (suddivisione in episodi – che 9 volte su 10 sono autoconclusivi, ovvero la storia si apre e si chiude nell'arco di 45 minuti circa –, uno o comunque pochi protagonisti) sia del serial (suddivisione in puntate che si chiudono con cliffhanger, nessun protagonista unico bensì tanti personaggi connessi tra loro soprattutto a livello di legami familiari).

Ora i conti cominciano a tornare, non è vero? Possiamo dunque dichiarare che, almeno a livello strutturale, Il Trono di Spade ha effettivamente alcuni punti in comune con la soap opera. E a livello di contenuti?

A livello narrativo, il serial aperto si caratterizza per il fatto di raccontare (quasi) sempre la stessa storia con alcune varianti, e semplificando all'estremo si può dire che i riflettori sono puntati sulle vicende di interi clan familiari in lotta tra loro per il possesso di qualcosa, il più delle volte il potere.

Poi ci sono storie d'amore improbabili, matrimoni voluti e matrimoni obbligati, incesti, morti che non sono poi così morti, figli illegittimi che non sanno di esserlo, inflessibili capifamiglia, figlioli prodighi che in realtà sono molto più svegli dei figli prediletti, inspiegabili gravidanze extraconiugali, gente che sparisce improvvisamente nel nulla per poi ricomparire nei momenti meno appropriati, tradimenti di ogni tipo, gemelli cattivi di cui nessuno è al corrente, tragedie improvvise che si abbattono sui personaggi, veri e propri duelli in ambito lavorativo, scontri verbali all'ordine del giorno, una miriade di discorsi sull'utilità o meno dell'onore, trame che vengono tessute nell'ombra e personaggi che finiscono a letto con quelli che una volta erano i partner dei propri genitori o dei propri figli.

Se prima potevate avere ancora qualche dubbio, ormai non vi resta altro da fare che ricredervi: Il Trono di Spade è una soap opera in chiave fantasy! E ora chi lo dice a George R.R. Martin?


L'appuntamento con gli ultimi due episodi della terza stagione de Il Trono di Spade è per venerdì 14 giugno alle 21:10 su Sky Cinema 1.