Il dottor Giovanni Mari all’arrivo di entrambi mette subito in chiaro una cosa: non accetterà mai più di assistere a nessun tipo di violenza tra loro e si rifà ovviamente alla precedente sessione in cui Lea aveva messo le mani addosso a suo marito ed erano volati schiaffi.  L’atmosfera in studio resta piuttosto tesa, i due ammettono che i loro litigi da quando è iniziata la psicoterapia si fanno più frequenti e non capiscono perché.

Giovanni li riporta indietro nel tempo a quando si sono conosciuti: così cerca di farli entrare nello stato d'animo giusto per proseguire meglio la seduta e infatti nel ricordare i vecchi tempi i due si alleano, ridono e scherzano, ma dura poco.  Iniziano a discutere del loro figlio Mattia, dei suoi problemi di peso e dei problemi relazionali con i compagni di  scuola. Lea sembra minimizzare sui primi mentre racconta che picchia tutti a causa del modello comportamentale che il padre gli offre. Chiama suo marito “primitivo” con il chiaro intento di farlo arrabbiare. Lui reagisce e riprendono a urlare. A quel punto Giovanni li ferma e chiede loro cosa pensano stia succedendo: Lea taglia corto con una frase risoluta che suona come l’ennesima  provocazione:  “Voglio il divorzio”.

Giovanni cerca di farla ragionare e suggerisce che spesso, anche quando si crede che quella sia la decisione migliore,  si ritorna sui propri passi. Continua il discorso citando alcuni suoi amici e perfino se stesso, racconta che anche alla luce di un tradimento si può ritrovare l’equilibrio, ma Pietro fraintende:  come è noto, è ossessionato dall’idea che sua moglie lo tradisca con il suo capo, Dal Pra. Fatica ad incassare il colpo e questa volta anziché ribattere con un’offesa o un insulto si lascia andare: scoppia a piangere come un bambino supplicando Lea di non lasciarlo. Il sipario si chiude con tutta la drammaticità della scena.