Dario arriva in anticipo rispetto all’orario della consueta seduta del martedì portando con sé una busta da parte di Sara da consegnare al dottor Mari. Castellitto senza accorgersene gliela strappa quasi di mano. E dopodiché cerca di indagare il motivo del suo ritardo. A questo punto Dario si rifiuta di ricercare eventuali significati reconditi e gli racconta con rabbia di essere andato al comando per incontrare i suoi superiori. Questi lo avrebbero trattato con sufficienza e gli avrebbero nuovamente consigliato di incontrare uno psichiatra. Dario appare molto provato ma passa ad un altro discorso.

Sembra che il suo tema più caldo sia la serata trascorsa in compagnia di Sara. E mentre Mari si sforza di mantenere il distacco, lui gli descrive nei minimi particolari l’incontro: Giovanni si mostra molto interessato e il suo sguardo si perde nei racconti del suo paziente. I dettagli che rivelano le modalità con cui i due hanno consumato un rapporto sessuale spiazzano Castellitto, soprattutto quando Dario gli confessa il suo disagio per essersi sentito un “surrogato” nelle mani di Sara. Il suo fiuto gli parla chiaro e lo convince che lei ami un altro ma che non lo possa avere. Da qui il comportamento sfrenato e disinibito di lei. E dire che Dario prima dell’incontro aveva altre aspettative, sentiva di avere investito tanto, almeno a livello emotivo.

Non sa cosa fare, vuole rivedere Sara e comportarsi in maniera diversa, con lei alla fine ha mostrato la parte di sé più violenta e aggressiva, quella che non corrisponde alla sua vera identità. Per spiegare a Dario che non esistono soluzioni facili per superare gli ostacoli, Giovanni racconta un aneddoto su due persone che cercavano di oltrepassare un dirupo: si può procedere un passo alla volta. A noi scoprire quale sarà il prossimo.