Se c’è una cosa che Giovanni non aveva forse messo in conto è sentire il racconto di Sara sulla sua notte di sesso con Dario, senza nessun risparmio di particolari intimi. Ascoltare le parole della sua paziente che continua a professarsi innamorata di lui ma che nello stesso tempo va a letto con un altro paziente dello studio, turbano e confondono Giovanni che non può far altro che rifugiarsi nella sua professionalità d'analista.

In realtà, Sara non sembra essere contenta di come sono andate le cose con Dario. Anzi, più si inoltra nei particolari della sua notte di sesso, più affiorano turbamenti, delusioni, amarezze accumulate di una vita difficile. Vengono fuori anche associazioni che la riportano a episodi legati alla sua infanzia e in particolare alla morte di sua mamma come il ricordo dell’odore avvolgente del ciambellone che spesso la madre le faceva trovare quando lei tornava da scuola.

E di pensiero in pensiero Sara arriva alla conclusione amara che nella sua vita si è sempre disprezzata. Un odio tanto forte verso se stessa che ora si allarga sempre più anche per colpa di Giovanni, sordo ai suoi sentimenti e incapace di ammettere che anche lui è innamorato di lei.

La seduta tra Sara e Giovanni si avvia alla conclusione e per la prima volta tra i due si forma quasi una forte intimità che si spezza improvvisamente. Colpa di Dario che aspetta Sara fuori dallo studio. Rimangono come strascichi di un discorso spezzato soltanto gli occhi di Giovanni e Sara che si incrociano, si desiderano, si allontanano.