La giovane Alice continua a essere più tormentata che mai. Ma ora che l’iniziale diffidenza verso Giovanni si è sciolta decide di uscire allo scoperto. Appena entrata in studio porge al dottor Mari un regalo: il modellino di una nave acquistata anni fa in India. Questo gesto le offre la possibilità di raccontare della separazione dei suoi genitori. Sua madre ha avuto un ruolo passivo e suo padre ha traslocato a Londra con la nuova fidanzata. Alice non sopporta di parlare della madre perché a suo modo di vedere le cose, la sua autocommiserazione è la causa del loro divorzio.  Giovanni capisce che Alice si è sentita molto sola nel momento in cui gli confessa che la compagna del padre non ha voluto che lei li raggiungesse nella loro casa a Londra. 

Alice accetta di essere in terapia. E da qui il passo è breve, si sfoga apertamente: con la forza di un fiume in piena parla della sua relazione ambigua con Samuele. Ha avuto un rapporto sessuale con lui e si sente profondamente in colpa per aver rovinato “tutto”. La seduta prende una brutta piega quando Alice improvvisamente chiede a Giovanni di urlarle la verità sull’incidente. Vuole sapere da lui se pensa che sia stato un suicidio o se invece  crede all’ipotesi dell’incidente.

Giovanni cerca invano di calmarla, poi lei si chiude in bagno, ne esce in lacrime dopo aver rotto inavvertitamente un vaso, ancora una volta è convinta di essere lei la causa di tutto. La sessione si conclude con l’uscita di scena di Alice e il dottor Mari che preoccupato chiama al telefono sua madre. Non la trova e  le lascia un messaggio in segreteria: ha bisogno di vederla prima che Alice decida che è ora di tornare sul palco. Il luogo dove si sente al sicuro. Già, ma perché?