Nello suo studio il dottor Giovanni Mari è pronto per la seduta con Lea e Pietro, fuori piove, e l’atmosfera buia e minacciosa rispecchia lo stato d’animo di Pietro. E’ in preda all’ansia mentre aspetta che sua moglie lo raggiunga. Lei è in ritardo, come suo solito. Lui è visibilmente in imbarazzo, è talmente a disagio di trovarsi da solo con l’analista che temporeggia, non sta fermo un attimo. Prima chiama suo figlio al cellulare, poi Lea, poi la sua segretaria, poi ancora Lea, le lascia svariati messaggi in segreteria, impreca, si sente come un animale in gabbia. Fino a che arriva Lea, trafelata e bella come il sole. Con un vestito che mette in risalto le sue curve e alimenta i sospetti di Pietro. E' su questo particolare infatti che focalizza la sua attenzione: “Non avevi questo vestito stamattina, dov’eri?”.

Scoppia una vera e propria scenata di gelosia. Volano insulti e parolacce, la tensione è alle stelle. I dubbi di Pietro e la sensazione che sua moglie gli stia nascondendo la verità aumentano la sua rabbia. I due hanno deciso di consultare il dottor Mari per capire cosa fare circa la decisione di abortire o meno. Pietro ha paura che la moglie decida da sola, lei gli scarica addosso le sue paure fino a che, ad un certo punto Castellitto/Mari li provoca dicendogli che il problema non è tanto il bambino, ma la comunicazione tra loro, il loro rapporto.

Pietro, sentendosi forse sperduto, alza la voce, è fuori di sé e pretende dal dottor Mari una risposta: “Abortire o tenere il bambino?” Inaspettatamente Giovanni reagisce con lo stesso tono e sbotta: “Abortite!”.  Ma non è quello che voleva dire, e se ne scusa. Chiarisce di non essere in grado di dare loro una risposta, né è nella posizione per farlo. La seduta finisce mentre la pioggia continua a battere incessante sui vetri. Rimasto solo Giovanni telefona ad Anna per riprendere la terapia interrotta otto anni prima. Ma forse non solo per questo…