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di Marco Agustoni

Altezza mezza bellezza, dicono gli stangoni. Nella botte piccola sta il vino buono, rispondono i bassetti. Ovunque stia la verità, non c'è però nessun proverbio che correli la statura con il coraggio. E se anche ci fosse qualcuno pronto a mettere in dubbio le doti di chi si aggira attorno al metro d'altezza, ecco che due grandi piccoli eroi arrivano a mettere le cose in chiaro: stiamo parlando di Tyrion Lannister e del buon vecchio Bilbo Baggins.

Il primo, Tyrion (interpretato da Peter Dinklage), è tra i personaggi più amati de Il trono di spade, di cui sta per arrivare anche in Italia la terza stagione. È possibile ripercorrerne le gesta nelle prime due stagioni della serie fantasy a partire dal 6 aprile su Sky Cinema Hits. Il secondo, Bilbo (interpretato da Martin Freeman), è il protagonista assoluto della trilogia cinematografica de Lo Hobbit diretta dal "signore degli anelli" Peter Jackson, di cui a dicembre arriverà nelle sale il secondo capitolo. Entrambi dimostrano ampiamente il loro valore, ma se si ritrovassero a competere l'uno con l'altro come andrebbe a finire?

(Avviso: se temete gli spoiler, fermatevi qui!)

In numerosi frangenti, sia Bilbo che Tyrion compensano la scarsa prestanza fisica con l'astuzia, che è infatti una delle doti più spiccate di entrambi. Baggins grazie alla sua mente veloce riesce a ingannare i tre troll che se lo vogliono pappare a colazione. Ma Lannister, grazie a un ingegnoso stratagemma, riesce a mandare letteralmente in fumo l'assedio via mare di Approdo del Re da parte dell'esercito di Stannis Baratheon. E salvare una città intera, figurarsi una capitale, conta ben più di salvarsi la pelle. Punto per Tyrion.

In questo ideale scontro, ai nostri due eroi potrebbe capitare di incrociare le armi. Tutti e due, in passato, si sono dimostrati pronti a sguainare le loro piccole spade per combattere contro avversari molto più grossi di loro, Tyrion nella battaglia per Approdo del Re, nella quale rimane sfregiato in viso, Bilbo contro gli orchi. Ma quest'ultimo si dimostra molto più valido nel combattimento, oltre a poter contare su una lama incantata come Pungolo e soprattutto sull'aiuto del potentissimo Anello che costituirà, più avanti, la croce di suo nipote Frodo. Punto per la casata Baggins.

In guerra, si sa, non si conta solo sulle proprie forze, ma anche su quelle dei propri alleati. Da un lato, Bilbo Baggins può contare su alcuni preziosi compagni, tra cui ben tredici irascibili nani e uno stregone i cui poteri sono ben noti a tutti quelli che hanno visto la trilogia del Signore degli anelli. Dall'altro, Tyrion Lannister può contare sull'armata di famiglia. A un primo esame, un esercito sembrerebbe un vantaggio schiacciante contro un semplice pugno di amici. Ma Bilbo può fare affidamento su una cosa molto preziosa, ovvero la fedeltà dei suoi alleati, che per lui sarebbero disposti a rischiare la vita (soprattutto dopo che Bilbo ha rischiato la sua per loro). Lo stesso non si può dire di Tyrion, la cui famiglia sembrerebbe anzi disposta a voltargli le spalle da un momento all'altro. Quindi in questo caso è un pareggio.

A conti fatti, siamo in una situazione di stallo: due punti per ciascuno dei contendenti. Significa che lo scontro finisce in parità? Niente affatto. I nostri piccoli grandi eroi continueranno a dimostrare il loro valore nella terza stagione de Il trono di spade e nel secondo film de Lo Hobbit, intitolato La desolazione di Smaug. E chissà che nel mentre uno dei non riesca a mettere a segno la stoccata vincente contro il proprio avversario...


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