di Linda Avolio

La quarta stagione della serie targata HBO si avvicina al debutto italiano, previsto per il 10 aprile alle 21:10 su Sky Atlantic, e se c'è una cosa che gli gli spettatori ormai hanno imparato, è che in questo show non c’è nulla di certo, e i destini dei personaggi possono cambiare improvvisamente da un momento all’altro. Vedere alla voce Jimmy Darmody (Michael Pitt).

Boardwalk Empire, però, non è Il Trono di Spade – vedere alla voce Ned Stark (Sean Bean) –, quindi fate un bel respiro e calmatevi: Nucky non morirà. Non a questo giro, perlomeno. Ma mancano ancora due episodi prima di poter mettere la parola fine al terzo capitolo, quindi è lecito aspettarsi (quasi) tutto, specialmente se consideriamo l’impianto chiaramente tragico della serie.

E' infatti innegabile che Boardwalk Empire abbia molti punti di contatto con la tragedia greca, a partire dai personaggi per arrivare ai grandi temi di fondo che corrono lungo tutta la serie fin dal primo episodio.

Prendiamo per esempio il già citato Jimmy Darmody: definirlo “personaggio tragico” sarebbe riduttivo, perché Jimmy è “il personaggio tragico” per eccellenza all’interno della serie.
Nato a causa di una violenza – Gillian (Gretchen Mol) aveva infatti solo tredici anni quando finì tra le grinfie commodoro di Atlantic City, Louis Kaestner (Dabney Coleman) –, è perseguitato per tutta la vita dalle attenzioni incestuose della madre e dalle sue manipolazioni, a causa delle quali arriva addirittura a uccidere il padre naturale.
Vittima del destino e delle circostanze, Jimmy è sopraffatto da forze più grandi di lui, e la spirale discendente della sua esistenza non può che concludersi con la morte per mano dell’altro padre, quello surrogato, che in realtà l’ha cresciuto e l’ha fatto diventare quello che è diventato.

Il patricidio è dunque uno dei molti riferimenti alla tragedia greca, a cui si aggiunge l’incesto e, per alcuni personaggi – Angela (Aleksa Palladino), Gillian, Richard (Jack Huston), Margaret (Kelly Macdonald), l’agente Van Alden (Michael Shannon), Lucy (Paz de la Huerta), Eli (Shea Whigham) e Billie (Meg Chambers Steedle), per esempio –  l’impossibilità di sfuggire a un destino che è praticamente stato già scritto, ma non da loro. L’ineluttabilità del fato, insomma.

La vendetta è un’altra area molto esplorata dalla serie, ma la tematica più interessante è senza dubbio quella che gli antichi greci chiamavano hýbris. Tutti i personaggi in un modo o nell’altro peccano infatti di superbia, ma quello che pecca più di tutti è senza dubbio il protagonista, Nucky.
Secondo voi il personaggio di Steve Buscemi ha imparato la lezione, dopo essere arrivato a tanto così dal finire in carcere nel finale della seconda stagione? Ovviamente no. Perché lui è più intelligente e più furbo di tutti, è superiore, e non c’è nessuno al mondo in grado di batterlo. Se non è tracotanza questa…

In ciò è molto simile a Nucky Gyp Rosetti (Bobby Cannavale), il grande villain del terzo capitolo, che sul già pesante piatto della bilancia della sua sorte aggiunge anche il desiderio di vendetta nei confronti del mondo intero, e addirittura nei confronti di Dio, reo di non avergli dato quello che gli spetta. Che dire? C’è odore di brutta fine nell’aria.

Attento Nucky, perché con premesse (narrative) del genere, le cose non possono che finire male: meglio ritirarsi finchè si è in tempo, prima di finire six feet under!


L’appuntamento con la quarta stagione di Boardwalk Empire - L'impero del crimine è per giovedì 10 aprile alle 21:10 su Sky Atlantic.