di Fabrizio Basso

La piccola Alice questa volta non va nel paese delle meraviglie. Va, il mercoledì, su un divano perché il rapporto conflittuale con la mamma e l'assenza del padre la portano In Treatment. Sarà Sergio Castellitto a entrare nei gangli della sua mente, a provare a riportare il sorriso sul suo visino d'angelo. A interpretarla è Irene Casagrande, 16 anni ma le idee già molto chiare. Sky.it la ha incontrata e intervistata.

Irene come è "entrata" in In Treatment?
Ho fatto i regolari provini a Roma. Un primo poi un secondo e dopo due settimane mi hanno chiamata.
Ed è cominciata l'avventura.
Lunghe prove, affiancata da Alba Rohrwacher come tutor.
Come è entrata nel personaggio?
Ho avuto il copione in mano parecchio tempo prima. E poi non sono personaggi chiusi, abbiamo interagito con gli autori per farli emergere.
Agevolati dal personaggio omologo americano?
Eccome. Mia Wasikowska è una attrice che ha un suo perché. Anche se ci sono differenze: io sono una ballerina e lei una ginnasta, per fare un esempio.
L'impatto con Sergio Castellitto?
All'inizio ero preoccupata, temevo la sua esperienza.
Poi?
Era una paura irrazionale. Mi è stato d'aiuto, una figura rassicurante.
Saverio Costanzo?
Nell'immaginario il regista è sempre un po' rude e inquientante. Lui fa eccezione.
Sappiamo che sta lavorando a una piece teatrale ispirata a 1984 di George Orwell
Il progetto c'è ma per ora è fermo. Ci lavoro con Federico Girardello. Mi affascinano la storia e la complessità del testo. E' il ritratto spiazzante di una società che fa paura.
Come va scuola?
Mi sono dovuta fermare. Studio da privatista: voti buoni ma le assenze pesano.
La sua famiglia la segue in questa avventura?
I genitori mi assecondano.
Da quanto recita?
Frequento il teatro come ambiente dall'età di 7 anni. A studiare ho iniziato a 12.
Le piacerebbe scrivere sceneggiature?
Una domani sì ma ora voglio concentrarmi sulla recitazione.
Il prossimo passo?
Il cinema, spero.
Con che ruolo?
Mi piacerebbe fare l'antagonista cattiva o una parte legata alle malattie mentali. Sono contesti che trovo affascinanti e interessanti.