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Di Andrea Bassi

Venti settimane. Cinque mesi a ritmi frenetici per portare a casa le riprese e rispondere alla domanda: “Chi ha ucciso il Libanese?” Questa la missione non impossibile della troupe di Romanzo Criminale, capitanata dal regista Stefano Sollima. Che ha iniziato a Roma il lavoro per le riprese della stagione 2 di una serie Tv ormai di culto, prodotta da Cattleya per Sky Cinema e in programma per la prossima stagione a partire da novembre.
Un gruppo affiatato, dal cast, alla regia, agli sceneggiatori, che lavora con professionalità in un ingranaggio produttivo dai ritmi serrati come quello necessario alla produzione di una serie Tv. Senza però perdere mai il sorriso. Come abbiamo potuto constatare dopo una giornata passata sul set insieme ai “Criminali”.

La location è una specie di ecomostro di cemento, semi abbandonato nella campagna e allestito per l’occasione come un ospedale. Si gira una scena d’azione: il commissario Scialoja arriva a sirene spiegate, proprio mentre quelli della banda precipitano uno dei loro nemici da una finestra del quinto piano del palazzo. Ovunque regna un febbrile caos operativo. Si smonta l’enorme materasso che ha attutito il volo dello stumtman e si piazza un braccio meccanico sopra l’ambulanza dove dovrà schiantarsi il disgraziato, strappato dal letto d’ospedale. Ovunque segni evidenti di modernariato anni ’70: Fiat 125, Ritmo, e Alfa Sud, comparse con baffoni e basette, mitici borselli di pelle, maglioncini attillati e pantaloni a zampa di elefante.
Gli attori “al naturale” sono una rivelazione, cortesi e alla mano, senza mai un cenno di divismo nonostante lo straordinario successo. C’è Marco Bocci (Scialoja), attorno a cui ruota la scena, concentrato e attento a non perdere la tensione necessaria. C’è Vinicio Marchioni (Il Freddo) serio e determinato, incredibilmente vicino al suo personaggio. Mentre Daniela Virgilio, molto acqua e sapone, è ad anni luce dalla sua Patrizia, spietata e amante del lusso. Alessandro Roja (Il Dandi), Andrea Sartoretti (Il Bufalo) ed Edoardo Pesce (Ruggero Buffoni) rivelano invece una straordinaria verve comica, stuzzicandosi continuamente gli uni con gli altri in un turbinio di battute. Insieme a Mauro Meconi (Fierolocchio) e Riccardo de Filippis (Scrocchiazzeppi) ingannano i tempi morti giocando coi tecnici a chi è più “coatto”, regalandosi edificanti quanto irripetibili scambi di gentilezze.

Ma ecco che finalmente lo stunt, in pigiama, si arrampica sulla piattaforma idraulica, sospesa un paio di metri sopra l’ambulanza. L’aiuto regista, con la cadenza del sergente di Full Metal Jackets, intima alle comparse di stare pronti e a tutti gli altri di levarsi dai piedi.  Magicamente ogni cosa va al suo posto. Ed è “Azione!”: arriva l’auto di Scialoja e le comparse, istruite a dovere, si comportano davvero come ci fosse un incendio. Lo stunt si lascia scivolare dalla piattaforma, cade di schiena con grande fracasso sul tetto dell’ambulanza. Parte il botto dell’aria compressa che dovrebbe fare esplodere i finestrini e.... ne scoppia solo uno. Gli altri si crepano ma non saltano via. Ora l’intera troupe è immobile e guarda il regista, che si leva la cuffia e alza lo sguardo dal monitor scuotendo la testa: “Facciamone subito un’altra!” Ma quelli degli effetti speciali dicono che per cambiare tutti i vetri ci vorrà un po’.
Arriva il catering e nell’aria si diffonde un caratteristico odore di mensa. Gli stomaci di chi è al lavoro dall’alba già gorgogliano. Neanche il tempo per l’aiuto regista di gridare: “Pausa!” che già sono tutti a sgomitare attorno al tavolo da pranzo.
Si riprenderà dopo mangiato e il seguito alla prossima puntata.
Naturalmente su Sky Cinema.