di Fabrizio Basso
(inviato a Roma)

 

Gomorra è una famiglia. Non nel senso dei Savastano. Nel senso che è una famiglia per fratellanza, affetto, comunione di pensieri. Come fosse un vincolo di sangue ma che non si rigenera col sangue dei nemici. L’Ex Dogana di Roma, lunedì 13 novembre, si è trasformata, per una sera, nella celebrazione di questa famiglia formata, oltrechè da 350 attori, 4500 comparse e 140 persone coinvolte, a vario titolo, nella produzione, da 800 cugini invitati a casa Gomorra - La Serie, la cui terza stagione debutta su Sky Atlantic e Sky Cinema 1 venerdì sera alle ore 21.15. Ma per chi non può resistere, per chi ha fame di sapere che succede in Gomorra 3 dopo ché la seconda stagione ci ha lasciato con la morte di Don Pietro Savastano, c’è la ghiotta occasione del cinema: il 14 e il 15 novembre due puntate verranno proposte sul grande schermo in oltre 300 sale in tutta Italia. 

 

Ma facciamo un passo indietro, andiamo alla serata in cui Gomorra ha ipnotizzato i suoi cugini, trascinandoli, dopo aver mostrato loro un paio di puntate, in quel mondo solitamente filtrato dallo schermo tivù. Così influente lo sguardo di Genny, Ciro, Scianel, Patrizia, Enzo e Valerio che anche il cielo ha scelto di non versare lacrime, pur mantenendo il suo tono antracite. E’ stato il red carpet il primo momento di incontro, con Federico Chiarini, giornalista di Sky, a introdurre, con le sue domande, gli ospiti nel Gomorra’s System. Daniela Collu, conduttrice di Strafactor (ogni giovedì sera su Sky Uno dopo X Factor) ha confessato di “studiare il napoletano tutto l’anno per arrivare pronta a Gomorra - La Serie. Quindi voglio godermela venerdì dopo venerdì, vade retro lo spoiler. Mi ispira molto la grinta di Scianel ma devo dire che Patrizia, col suo essere acqua cheta, ha un fascino speciale”. Restando a X Factor (ogni giovedì alle ore 21.15 su Sky Uno), ecco il giudice Manuel Agnelli, anche lui attratto dal male di Gomorra nonostante qualche difficoltà con la lingua “ma solo iniziale, poi entro nel meccanismo, grazie anche a mia moglie che ha un po' di sangue napoletano. Mi piacerebbe avere una parte nella serie, potrei essere il pusher milanese o comunque un cattivo vero. Gomorra fa bene a mostrare la realtà negativa, bisogna prendere consapevolezza che quel mondo esiste”.

 

 

 

Dai guai bisogna stare lontani, soprattutto se siamo a Gomorra. E qui il concetto di guaio è sinonimo di spoiler. Bisogna dunque tenere la giusta distanza e usare le giuste parole in particolare quando sul red carpet passeggiano i protagonisti. Allora i commenti diventano sussurro e ogni parola va filtrata, come fossimo in un incontro tra opposte fazioni con una mano sul tavolo e l’altra sul grilletto. Denise Capezza è Marinella e ha una sola missione: “Devo fare i conti con Scianel”. Dietro di lei ecco Fabio De Caro, l’amato Malamò: “Ho perso un capo, gli equilibri cambiano, sono pronto a combattere”. A proposito di Scianel, una superba Cristina Donadio, ecco l’intercettazione del suo pensiero: “Ho perso un figlio e il territorio. Torno per riprendermi quello che mi spetta. Chiedete se ho voglia di vendetta? Io voglio il potere, la vendetta è solo una via per raggiungerlo”.

 

Arrivano, tra gli altri, Emma Marrone, Francesca Inaudi, Drusilla Foer, Enrica Guidi, i fratelli Zingaretti, Aurelio De Laurentiis e poi tutto il cast, vecchi, nuovi ed ex, perché, come abbiamo detto più volte, Gomorra - La Serie è una famiglia e quindi non potevano mancare l’appuntamento Maria Pia Calzone, l’indimenticata Donna Imma della prima stagione, e Fortunato Cerlino, il Don Pietro ucciso da Ciro nell’ultima scena della seconda: “Sono venuto a vedere come stanno i miei colleghi e sono proprio curioso di vedere cosa combinano senza di me”. Lo scopriremo da venerdì, qualcuno ne ha già avuto un assaggio e qualcun altro lo avrà andando al cinema. Per gli 800 cugini invitati alla festa, dopo la visione di due episodi si è davvero aperto il cancello di Gomorra perché nel ventre dell’ex Dogana romana, in quei parallelepipedo sdraiati di ferro e cemento, è stato ricostruito quel mondo. Sulle pareti i volti dei protagonisti, i divani consumati dal malaffare e dagli intrighi, i banchi dello street food come fossimo nei vicoli di Napoli, la musica a coprire alleanze, faide e passioni, l’alcol a stemperare la ruvidezza del cuore e poi quella finestrella in una saracinesca, uguale a quella dove esce una mano e ti allunga la dose (dopo essersi assicurata che il denaro sia buono), dalla quale la mano porgeva e offriva una pastarella. Perché anche Gomorra - La Serie quando vuole sa essere dolce.