di Fabrizio Basso
(inviato a Roma)

 

“Gomorra is the new global…E dire che ci guardavano scettici. E vedere i cugini di Sky che la guardano doppiata in tedesco è una grande gioia”. Nils Hartman direttore delle produzioni originali di Sky introduce così la terza stagione di Gomorra - La Serie, che debutta su Sky Atlantic venerdì 17 novembre alle ore 21.15 con i primi due episodi. Andrea Scrosati, vice presidente di Sky, evidenzia la soddisfazione dicendo che ormai, nei grandi appuntamenti internazionali, si usa dire “serie stile Gomorra”. Il passo oltre è che oltreché su Sky Atlantic e Sky Cinema Uno saranno al cinema, con il primo e il terzo episodio, in circa trecento cinema, in programmazione fino a giovedì sera: “Non è affatto vero che cinema e televisione - aggiunge Scrosati - siano in competizione, tutti quelli che sono protagonisti di questa serie si muovono su entrambi i fronti. Se questo esperimento funziona si moltiplicano le potenzialità”.

 

Roberto Saviano collegato con un video ha espresso la sua goia per la terza stagione soprattutto ripensando alla scetticismo degli inizi: “Ce l’abbiamo fatta nonostante un clima non benevolo. Gomorra è la storia dei meccanismi del potere. In questa terza stagione siamo andati in Bulgaria, andiamo nelle Scampia d’Europa. Gomorra interpreta la grammatica della violenza ma anche del business e del profitto. La serie svela dei meccanismi, che ci sono sempre stati, resi marginali dalla cronaca a causa dell'uso di titoli lievi…qui succede, lì succede. Questi meccanismi visti nella serie li abbini alla realtà e ti sembra che siano stati plasmati dagli attori. Non è così, Gomorra li ha resi riconoscibili. Gomorra è speranza”.

 

 

 

 

 

C’è un grande fermento nei personaggi femminili. Come nel mondo di sopra, così in quello di sotto, dove si lotta per il potere, le donne acquistano posizioni predominanti. Ma non solo il mondo femminile è in movimento, ci si è mossi a Sofia e in Bulgaria come nel centro di Napoli sempre per entrare a fondo in quei mondi, un compito impegnativo ma eccitante. Gomorra è una serie che racconta meccanismi criminali che sono di potere ma dentro a questi ingranaggi ci sono esseri umani che hanno emozioni: Cristina Comencini, con Claudio Cupellini regista della serie, sottolinea che “abbiamo messo in questa grancassa che è Gomorra anche una sola nota stonata che mostra l’emozione singolare. Dovevo in questa terza stagione alzare l’asticella del valore emotivo”.

 

Marco D’Amore dice che il suo Ciro arriva dopo avere seppellito la figlia “e ci siamo interrogati su come mostrare questa perdita. Questo gli ha fatto perdere la sfrontatezza, Ciro è più stanco e più dimesso, deve attraversare la vita cercando di restare indenne agli ostacoli e forse sperando di morire”. La terza stagione di Genny è ancora discesa verso gli inferi: “Il futuro è fatto ora da Azzurra e dal piccolo Pietro. E ha scelto di diventare il capo. Aumentano i nemici e diminuiscono le persone di cui fidarsi. Bisogna poi vedere le conseguenze del patto stretto con Ciro”. Abbiamo lasciato in gabbia Scianel e ritroviamo “una iena ferita - dice Cristina Donadio - che all’inizio si lecca le ferite perché ha perso tutto, compresi un figlio e il territorio: si porta il danno negli occhi. Ma avere a che fare con certe situazioni dà fierezza anche senza togliere l’ombra dagli occhi”.

 

Un nuovo punto di partenza e la non paura di guardarsi in faccia anche per Cristiana Dell’Anna e la sua Patrizia: “Si è risvegliata la bestia che è in lei. Patrizia è come Castel dell’Ovo, una grossa fortezza costruita su un segreto. Il suo viaggio è più subdolo di quello degli altri personaggi, la ho sempre vissuto come un alter ego di Ciro: nasconde sempre qualcosa, è più subdola”. Discende da una persona che ha inventato i sistema camorristico. Lui è Enzo, interpretato da Arturo Muselli: “E’ il capo non dichiarato, è una persona fiera e carismatica che viene da una condizione di povertà. Si porta dentro una perdita che lo spingerà ad agire e a volere un territorio, nel centro storico di Napoli”. Altra nuova figura è quella di Loris, affidata a Loris De Luna: “Viene dalla Napoli bene, sbuca all’improvviso nella serie. Casa sua è a Posillipo. Interessante lavorare su come la malignità può sedurre anche chi ha nobili origini. Ho lavorato sulle capacità di relazionarsi, sulla freddezza e sull’essere cattivo”.

 

E mentre entriamo in queste nuove dinamiche, è in fase di scrittura la quarta stagione, e questo significa che la terza stagione non lesinerà sorprese.