GOMORRA - LA SERIE, STAGIONE 2

 

 

EPISODIO 1: Vita mia (regia di Stefano Sollima)

La seconda stagione si apre esattamente dov’è finita la prima. Dopo la sparatoria, Genny è in fin di vita. Don Pietro, ora libero, viene a sapere della criticità delle condizioni del figlio, e chiede a Malammore e ai pochi fedelissimi rimasti al suo fianco di avere pazienza: si riprenderà ciò che è suo. Nel vuoto di potere venutosi a creare, emerge la figura di Ciro, che con Conte decide di dare vita a una nuova Alleanza. Con loro ci sono sia ex affiliati del clan Savastano – come Scianèl (sorella di Zecchinetta) e Rosario (detto ’o Nano) – sia seguaci di Don Salvatore – come ’o Principe e ’o Mulatto. Deborah, la moglie di Ciro, capisce che è successo qualcosa di molto serio, e arriva ad aver paura del marito e delle sue scelte azzardate. Arriva a minacciarlo di denunciarlo alle forze dell’ordine, ma una volta raggiunto il commissariato cambia idea. Ciro viene a saperlo e cerca di convincerla a lasciar perdere, ma Deborah non cede. I due litigano, e lui, dopo un furioso litigio, la uccide, simulando poi un’esecuzione malavitosa. In ospedale, Genny lotta tra la vita e la morte.

 

 

EPISODIO 2: Lacrime e Sangue (regia di Stefano Sollima)

Un anno dopo. Genny è vivo, ed è anche in ottima forma. Si trova in Honduras per concludere un affare. Tornato in Italia, si reca a Roma per accordarsi con Don Giuseppe Avitabile, con cui ci sono in ballo alcuni progetti. Lì rivede Azzurra, la figlia di Avitabile, una vecchia fiamma. Successivamente parte per la Germania, precisamente per Colonia. E’ lì in fatti che è rifugiato Don Pietro, ospite di un clan amico calabrese. Genny consegna al padre una partita di brillanti con cui poi saranno acquistate armi e droga. Savastano Jr. e Sr. non sono d’accordo sul modo di gestire gli affari e sulle modalità con cui portare avanti il clan, ma Don Pietro è categorico: lui è il capo, e Genny dovrà fare quello che dice. Vengono invitati a cena dal capo clan calabrese, e vengono coinvolti in un agguato. Durante la fuga Don Pietro ha un malore, e per evitare la cattura, Genny lo carica in spalla e lo porta fino a una fabbrica abbandonata. Al mattino, Don Pietro se ne va dicendo al figlio di stare tranquillo e seguire i suoi ordini. Savastano Jr. è furente.

 

 

EPISODIO 3: Mea Culpa (regia di Stefano Sollima)

Napoli. Un parroco chiede a Don Salvatore di chiudere la piazza di spaccio che si trova di fronte alla sua parrocchia, e Don Salvatore, devotissimo, decide di ascoltare l’appello del prete. Tranne Ciro, gli altri membri dell’Alleanza non sono d’accordo, ma poiché Conte ha molto potere, si tirano indietro. Nonostante l’appoggio ricevuto, Conte è sempre più convinto che l’Immortale debba uscire di scena, e comincia a organizzare l’esecuzione. Intanto lo vediamo innamoratissimo, ovviamente in segreto, di Nina, una cantante transessuale. La ragazza si esibisce durante la cena di compleanno di Salvatore, ma ’o Mulatto la insulta e sbeffeggia. Conte, furibondo, gli trafigge la mano con un coltello e gli revoca la gestione della piazza di spaccio. Ciro in realtà è dalla parte di ’o Mulatto. Dopo una processione, nella stessa chiesa che abbiamo visto all’inizio dell’episodio, Conte decide di giustiziare Ciro, salvo scoprire che l’Immortale, ’o Mulatto e ’o Principe si sono accordati alle sue spalle. Conte muore sgozzato per mano di ’o Mulatto.

 

 

EPISODIO 4: Profumo di iena (regia di Francesca Comencini)

Ovunque vada Annalisa Magliocca, detta Scianèl, con lei c’è la nuora Marinella, osservata 24 ore su 24. Il figlio di Scianèl, Lelluccio, è infatti in carcere. Marinella è succube della suocera, ma intrattiene una relazione clandestina con Mario Cantapane, autista al servizio di Scianèl. Pietro Savastano, intanto, è tornato a Napoli, e vive nascosto in una stanza segreta di un appartamento. L’unica persona che ha accesso al covo è Patrizia, la nipote di Malammore, che viene scelta dallo zio per questo delicatissimo compito: lei sarà i suoi occhi, le sue orecchie, e la sua bocca. Patrizia, che è amica di Marinella, lavora come commessa in una boutique di abbigliamento frequentata abitualmente anche da Scianèl e dalle mogli di altri capi. Mantiene da sola i fratelli, e quando lo zio gli propone un buon compenso per il servizio offerto a Don Pietro non riesce a dire di no. La morte di Conte viene vista da Don Pietro come l’indebolimento dell’Alleanza. Savastano dà ufficialmente il via alla faida con due rapine, di cui una ai danni di Scianèl, che però riesce a scoprire il nome del mandante torturando l’esecutore materiale: è Pietro Savastano. Genny nel frattempo si è trasferito a Roma insieme ad Azzurra: anche lui mira alla conquista di Napoli.

 

 

EPISODIO 5: Occhi negli occhi (regia di Claudio Cupellini)

Patrizia, che ormai è diventata la confidente di Don Pietro, assiste al suo sfogo. Confinato nel covo, il boss si sente impotente e umiliato, come uomo e come capofamiglia. Genny, infatti, sta iniziando a fare di testa propria. L’Immortale chiede e ottiene di incontrare l’amico fraterno di un tempo. A fare da garante durante l’incontro tra Genny e Ciro c’è il boss Aniello, amico e socio di Avitabile. Durante la sua festa di compleanno, Genny rivede ’o Track, Capa ’e Bomba e ’o Cardillo, gli unici superstiti dell’agguato di Conte: i tre gli suggeriscono di uccidere Ciro, ma lui rifiuta. Genny e l’Immortale si incontrano in territorio neutro, a Trieste. Savastano Jr. sorprende Di Marzio nella sua camera d’albergo, lo fa inginocchiare e gli punta una pistola (stampata con una stampante 3D) alla testa. Ma non lo uccide, anzi, gli dice di ricordarsi di questo momento. Il giorno seguente, i due si recano all’appuntamento con Don Aniello. Ciro chiede a Genny di convincere suo padre ad accettare di essere un boss al pari degli altri, e che dunque la faida abbia fine, e Genny accetta. Tornato a Roma, scopre che Azzurra è incinta, mentre l’Immortale torna a casa dalla figlia. Don Pietro prende la decisione del figlio come un’offesa personale: la faida è ben lontana dalla fine.

 

 

EPISODIO 6: ’o Track (regia di Claudio Cupellini)

A Roma, Patrizia e Don Pietro incontrano Genny. Savastano Jr. dice al padre di aver stretto un patto con Ciro per evitare una nuova guerra, che non farebbe bene a nessuno. Savastano Sr. accetta le condizioni. L’Immortale, intanto, spiega ai suoi l’accordo: l’Alleanza acquisterà la droga solo da Genny e Don Pietro, e gli uomini rimasti fedeli al clan Savastano saranno confinati nel rione a loro assegnato. ’o Track e altri “ragazzi del Vicolo”, però, non sono d’accordo, e rapinano una sala scommesse. Malammore cerca di sedare la rivolta, senza successo. Ciro allora propone a ’o Track e compagni di passare dalla sua parte. Accettano tutti tranne ’o Cardillo. Segue un blitz nel rione gestito da Malammore: i ragazzi rubano le armi e si nominano padroni delle piazze, ai danni del clan Savastano. Genny – che nel frattempo si è incontrato privatamente con ’o Principe per concedergli un’ulteriore partita di droga e per rafforzarlo, in modo da avere un alleato con cui scalare la scala del potere – è agitato per l’ammutinamento, ma alla fine non può fare altro che accettare le condizioni di ’o Track: ora la piazza di Malammore è sua. Mentre Savastano Jr. parte nuovamente per l’Honduras, Savastano Sr., informato da Patrizia, è deluso e furioso, e dopo aver delegittimato il figlio dichiara ufficialmente guerra all’Alleanza.

 

 

EPISODIO 7: Il Principe e il Nano (regia di Claudio Giovannesi)

Come da accordi, ’o Principe continua a ricevere da Genny in via esclusiva merce di qualità superiore ad un prezzo vantaggioso, ma la cosa viene notata da ’o Nano, amico fraterno di Ciro, che suggerisce subito all’Immortale che ’o Principe sta facendo soldi al di fuori del sistema. A tradire il “principe” è il suo stile di vita, oltremodo lussuoso e sfarzoso: macchine sportive, un negozio di Nail Shop per la fidanzata Azmera, e addirittura una pantera. ’o Mulatto va a trovare ’o Principe per avvisarlo della diffidenza di ’o Nano e per invitarlo a essere meno vistoso, per non attirare le invidie e i rancori degli altri membri dell'Alleanza. E lo invita a cercare protezione. Patrizia, intanto, non vuole più avere nulla a che fare con Don Pietro dopo i suoi ultimi scoppi di rabbia. Il boss, che aveva scelto di eliminare proprio ’o Principe perché privo di protezioni, pensa che Patrizia stia facendo il doppio gioco. Come al solito, tocca a Malammore risolvere i problemi. Il fedelessimo del clan Savastano convince la nipote a tornare a lavorare per Don Pietro, per il bene dei suoi fratelli. ’o Nano confida a ’o Track che secondo lui ’o Principe sta nascondendo qualcosa all’Alleanza. Quando un gruppo di uomini armati spara alle vetrine del Nail Shop di Azmera, ’o Principe si sente ufficialmente attaccato, e si rivolge all’Alleanza per chiedere vendetta nei confronti di ’o Nano, che viene estromesso dalla propria piazza e picchiato. Nel tentativo di chiarire le cose, ’o Nano dichiara di fronte all’Alleanza di non aver nulla a che fare con la sparatoria al negozio, e chiede scusa a ’o Principe per aver messo in giro certe voci. La piazza di spaccio gli viene restituita, ma qualcosa con Ciro si è rotto: l’Immortale, l’amico di sempre, non ha preso incondizionatamente le sue parti. Azmera, spaventata, lascia ’o Principe. Sconfortato, il ragazzo decide di andare a dare da mangiare alla pantera, che nel frattempo era stata spostata in un deposito. Proprio lì fuori viene accerchiato da Don Pietro e dai suoi uomini. Cerca di convincere il boss a risparmiargli la vita dicendogli di essere vicino a suo figlio, ma in tutta risposta Savastano Sr. gli spara in testa.

 

 

EPISODIO 8: Divide et Impera (regia di Claudio Giovannesi)

Informato da Patrizia, Don Pietro viene a sapere che tra i membri dell’Alleanza regna il caos. La morte di ’o Principe ha avuto dunque l’effetto sperato, infatti tutti sono convinti che ’o Nano sia il mandante. Ciro tenta di calmare gli animi: bisogna prima trovare delle prove. L’Immortale sospetta infatti che dietro tutto ci sia la mano del suo ex boss. Ciro parla con la ragazza di ’o Principe, che fa il nome di Angelino Sepino, addetto alle cure della pantera. Poi parla con ’o Nano, che continua a dichiararsi innocente e che alla fine accetta di allontanarsi per un po'. L’uomo se ne va sul litorale laziale insieme alla moglie e alla figlia, ma non è convinto che Ciro gli creda. ’o Nano muore freddato sulla spiaggia. Quando l’Alleanza viene a sapere dell’accaduto, i sospetti cadono inizialmente su ’o Mulatto, ma questi a sua volta accusa Scianèl. Ciro, disperato per la morte dell’amico, parla con la vedova dell’uomo, che gli dice di guardarsi le spalle, perché Rosario era il suo unico vero amico, e ora è solo contro tutti. Ciro interroga Sepino, che, terrorizzato, confessa: è stato Don Pietro a uccidere ’o Principe. E’ dunque guerra con il clan Savastano. Dopo il funerale di ’o Nano, Ciro porta la figlia a passeggiare sulla spiaggia e le confessa che è lì che è morta sua madre. Il senso di colpa è strisciante.

 

 

EPISODIO 9: Sette Anni (regia di Francesca Comencini)

Scianèl non si fida di Marinella. E’ convinta che la ragazza stia tradendo suo figlio Lelluccio, prossimo alla scarcerazione, con Mario, attualmente il suo autista, e li fa seguire. I suoi sospetti sono confermati: Mario muore per un colpo di pistola ai genitali, mentre Marinella viene “solo” picchiata dalle donne del quartiere: sarà suo marito a decidere di lei. La “iena” dell’Alleanza propone a Ciro di dare proprio a Lelluccio la piazza di spaccio che era gestita da ’o Principe, la piazza di Sette Palazzi. I ragazzi del Vicolo non sono contenti, e tentano di uccidere il figlio di Scianèl, ma vengono fermati dalla polizia mentre sono in macchina. Lelluccio si salva. Scianèl ovviamente vuole vendetta, cattura ’o Track e lo fa affogare in una vasca. Lo uccide nello stesso modo in cui il ragazzo aveva torturato Zecchinetta. Poi chiede a Ciro di prendere posizione, ma lui resta neutrale. Dopo essersi calmato, Lelluccio torna a casa da Marinella, che però pensa che il marito voglia ucciderla. Con l’aiuto di Patrizia, che le dà il numero di Capa 'e Bomba, tende una trappola, e si accorda coi ragazzi del Vicolo, desiderosi di vendicare ’o Track. L’attentato però non va a bon fine, e a morire è un ragazzo del tutto estraneo ai fatti. Lelluccio capisce tutto, e Marinella, ormai scoperta, si reca alla stazione di polizia, dove confessa che Scianèl è l’autrice dell'omicidio di Mario Cantapane. Genny è tornato dall’Honduras. Ad attenderlo all’aeroporto c’è Ciro. Savastano Jr. viene informato della situazione: con la morte di ’o Principe e ’o Nano, la guerra è alle porte. L’Immortale chiede all’amico di un tempo di schierarsi con lui e di smettere di essere soltanto l’ombra di suo padre.

 

 

EPISODIO 10: Fantasmi (regia di Francesca Comencini)

Scianèl è fuoriosa con Ciro, per il fatto che non ha preso posizione, così si rivolge a Don Pietro. La proposta è allettante: lei l’aiuterà a riprendersi il suo posto eliminando il traditore, e lui le perdonerà questo momento di “sbandamento” nell’Alleanza. L’Immortale intanto, grazie ad alcune intercettazioni, scopre che è Patrizia il tramite di Don Pietro col mondo esterno, così la fa seguire dai suoi scagnozzi convinto di trovare il nascondiglio del boss. Genny vuole un incontro chiarificatore con suo padre, per capirne le intenzioni. Patrizia farà da tramite: sarà lei ad accompagnarlo nel luogo segreto dove Don Pietro lo riceverà. Patrizia, però, quando si mette in macchina si accorge di essere controllata, e dopo un rocambolesco inseguimento in macchina, riesce far perdere le sue tracce e a telefonare a Genny per dirgli dove si trova Don Pietro e avvisarlo. Ciro capisce che Patrizia li ha volutamente depistati, così la fa rapire e fa catturare anche suo fratello Alessio, per ricattarla. Per salvarlo, la ragazza svela all’Immortale dove si trova il nascondiglio del boss. Gli uomini di Ciro si recano lì, ma non trovano nessuno. Patrizia convince Ciro a liberare Alessio, e poi attende la morte. L’uomo, però, non riesce ad avere un altro macigno del genere sulla coscienza, e la lascia in vita. Don Pietro è in un nuovo nascondiglio. Insieme a lui c’è Genny, al quale ribadisce che di capo ce n’è uno solo, e di non contraddirlo. Malammore convince i ragazzi del Vicolo a vendicare la morte di ’o Track tendendo un’imboscata a Scianèl, ma la iena riesce a salvarsi. Mentre è in fuga in auto, però, viene fermata dalla polizia, che grazie alle dichiarazioni di Marinella la riconosce e la arresta. Gli equilibri cambiano di nuovo: i ragazzi del Vicolo sono nuovamente dalla parte dei Savastano, mentre Lelluccio, dopo il voltafaccia di Don Pietro nei confronti della madre, passa nuovamente dalla parte di Ciro.

 

 

EPISODIO 11: Nella gioia e nel dolore (regia di Claudio Cupellini)

’o Mulatto viene ucciso a tradimento da un suo scagnozzo passato di nascosto al clan Savastano. Ciro viene informato subito, ma decide di restare dov’è: non vuole dare segni di paura e debolezza. Patrizia litiga con Alessio e si sfoga con Don Pietro, che intanto si è trasferito in un nuovo appartamento. ’o Zingariello convince i suoi uomini a unirsi nuovamente al clan Savastano, dopodiché, scortato da Malammore, viene portato al cospetto del boss. Il ragazzo chiede perdono, e Don Pietro gli dà l’ultimatum: per guadagnarsi il perdono deve consegnargli Ciro. A Roma, intanto, Alfredo, un uomo di Don Giuseppe uccide per errore un funzionario pubblico. L’uomo decide di fuggire in Venezuela, e intanto suo fratello parla col boss. ’o Zingariello non riesce a catturare Ciro, e viene fatto fuori da Malammore. Genny è lontano da tutto, impegnato a preparare il suo matrimonio con Azzurra, che è incinta. Accetta però di incontrare l’ex amico. L’Immortale ha capito che Don Pietro sta facendo sul serio, così cerca l’aiuto di Genny facendo leva sui suoi screzi col padre. Questi, però non sembra interessato a quanto sta succedendo a Napoli. Genny e Azzura si sposano nella Basilica di San Pietro e Paolo a Roma. Durante la cerimonia, Alfredo viene fermato dalla polizia. Il compito di Patrizia è tecnicamente concluso, ma Don Pietro le chiede di restare a vivere con lui, e le fa capire di essere innamorato di lei. Lei ricambia. Il ricevimento di nozze di Genny e Azzura viene bruscamente interrotto dall’arrivo delle forze dell’ordine, che arrestano Avitabile, accusato di essere il mandante dell'omicidio del funzionario. A casa, la sera, Genny scarta il regalo di nozze che gli ha invitato suo padre. Si tratta di un quadro di famiglia dove lui è ritratto ancora adolescente insieme ai genitori. Genny sferra un pugno al se stesso ritratto sul quadro: quel ragazzino non esiste più.

 

 

EPISODIO 12: La fine del giorno (regia di Claudio Cupellini)

Lelluccio muore per oridne di Don Pietro, che però, a causa dell’azione repressiva delle forze dell’ordine, sta facendo sempre meno incassi nel mercato della droga. Ciro, intenzionato a risolvere la questione una volta per tutte, raduna tutti i nemici del clan Savastano. A Roma, Genny va a trovare il suocero, che gli fa capire di aver capito cos’è successo: o lui o sua figlia l’hanno tradito, anche se non sa ancora chi con certezza. Azzura in compenso è convinta che sia stato Genny a fare la soffiata alla polizia: con Avitabile in carcere, Genny avrà infatti campo libero, e non dovrà rispondere a nessuno. Nonostante sia sconvolta, Azzurra decide di stare dalla parte del neo marito, il padre del figlio che porta in grembo. Le cose per il clan Savastano sembrano girare meglio, ma Malammore ricorda al boss che Ciro è ancora un problema, e che va eliminato quanto prima. Don Pietro ordina dunque che la figlia dell’Immortale venga uccisa in un agguato. A premere il grilletto è Malammore. Genny, indignato per questo gesto così vile, fa sapere a suo padre di non essere per niente d’accordo con lui, ma lui, in tutta risposta, gli dice che finalmente ha vendicato la morte dell’amatissima Imma. Dopo un acceso litigio, Don Pietro intima al figlio di lasciare Roma e di tornare al suo fianco a Napoli. Ciro è un uomo distrutto. Dopo aver seppellito la figlia, ai suoi scagnozzi più fedeli di dividersi i soldi rimasti in cassaforte e di andare per la propria strada. La guerra è persa, e non gli rimane altro che andarsene per sempre. Don Pietro accetta di avere un ultimo colloquio al cimitero con Genny, davanti alla tomba di famiglia: vuole approfittarne sia per ricordargli che il suo posto è accanto a lui, sia per comunicargli la sua relazione con Patrizia, che non vuole più vivere in segreto e occupare il posto di un fantasma (Immacolata). Dice a Malammore di non voler essere scortato, e rimane da solo davanti alla tomba della moglie, alla quale chiede scusa perché non riesce più a stare da solo. Genny, intanto, ha trovato Ciro, ormai morto dentro. Gli consegna una pistola e gli dice che gli è ancora rimasta una cosa da fare, poi se ne va. Torna a Roma, da Azzurra, che nel frattempo sta partorendo. Quando Don Pietro esce dalla cappella di famiglia, si trova di fronte l’Immortale, che gli spara. Nel momento in cui Don Pietro muore, Azzurra dà alla luce il figlio di Genny, che verrà chiamato Pietro. Pietro Savastano.