GOMORRA - LA SERIE, STAGIONE 1

 

 

EPISODIO 1: Il clan dei Savastano (regia di Stefano Sollima)

Due uomini, Ciro di Marzio (detto l’Immortale) e Attilio ’o Trovatello danno fuoco all’appartamento della madre di Salvatore Conte, un boss emergente che ha fatto l’errore di mettersi in mezzo ai traffici del clan Savastano. A capo di questa sanguinaria famiglia c’è Don Pietro, sposato con Immacolata e padre di Gennaro, detto Genny. L’escalation di violenza cominciato con l’incendio culmina con l’ordine da parte di Don Pietro di uccidere Conte e tutti i suoi uomini. Conte riesce a mettersi in salvo e a fuggire in Spagna, Ciro esce indenne da un attentato, mentre Attilio, mentore e padre de facto di Ciro, rimane ucciso. Intanto Genny, immaturo e superficiale, durante una serata in discoteca s’invaghisce di una ragazza, Noemi, che è la fidanzata del figlioccio del boss di Casavatore. Il giovane Savastano provoca il suo rivale, che si vendica distruggendogli la moto.

 


EPISODIO 2: Ti fidi di me? (regia di Stefano Sollima)

Dopo l’intercettazione da parte della Guardia di Finanza di un carico di droga proveniente dall’Honduras, i sospetti di Don Pietro che all’interno del clan Savastano ci sia un traditore si fanno sempre più forti. Il colpo di testa di Genny ha rovinato gli equilibri con la famiglia di Casavatore, ma i Savastano non accettano di umiliarsi chiedendo scusa, e Don Pietro ordina la morte del boss rivale. Poi obbliga il figlio a dargli prova del proprio coraggio, ma Genny non riesce a premere il grilletto per uccidere. A sparare il colpo di grazie alla vittima designata è Ciro. I due amici mentono, e Genny riceve in compenso una moto, ma poi Don Pietro scopre la verità e punisce l’Immortale costringendolo a bere urina per avere la conferma della sua assoluta sottomissione e obbedienza. Don Pietro è convinto di aver individuato il traditore – Bullett’, uno dei nomi storici del clan – e lo uccide. Poi prende una sacca piena di soldi e la giacca del morto, che in una tasca nasconde della cocaina. Genny ha un incidente in moto. Quando Don Pietro viene avvisato, si dirige a fortissima velocità verso l’ospedale, ma viene fermato da una pattuglia della Polizia stradale. I poliziotti trovano i soldi e la cocaina, e arrestano il boss. Ciro sta per fare una telefonata da una cabina, ma quando scopre che Don Pietro è stato arrestato cambia idea. Il traditore è lui.

 


EPISODIO 3: L'omme 'e casa (regia di Stefano Sollima)

Nonostante sia in carcere a Poggioreale, Don Pietro continua a comandare il suo clan a colpi di telefonate. L’uomo, infatti, è riuscito a farsi consegnare un cellulare, col quale comunica con i suoi fedelissimi. Ciro e Genny, intanto, vanno a Milano per consegnare una grossa somma di denaro a Franco Musi, il commercialista che da anni ricicla il denaro dei Savastano. Genny, però, non fa altro che pensare a Noemi, e non si interessa molto degli affari di famiglia. Durante i colloqui con i familiari, Don Pietro dice al figlio che per lui è arrivato il momento di prendere il comando, ma Imma ha seri dubbi a riguardo. Secondo lei, infatti, Genny è ancora troppo immaturo, e non è ancora pronto.

 


EPISODIO 4: Sangue africano (regia di Stefano Sollima)

I Savastano hanno affidato un'importante piazza di spaccio a una banda di criminali nigeriani, ma questi vogliono un profitto più alto e si ribellano. Don Pietro ovviamente è infastidito e irritato da tanta arroganza, ma da dentro il carcere non può fare tutto ciò che vorrebbe per risolvere la situazione. Al boss, infatti, è soggetto a restrizioni e a un regime rigido e rigoroso, con un controllo totale, 24 ore su 24. Dopo l’ennesimo fallimento del suo avvocato e dopo l’ennesimo no alla scarcerazione, Don Pietro scatena una rivolta dentro la prigione, rivolta che ha luogo grazie all’aiuto dei nigeriani (che partecipano in cambio di un margine di guadagno maggiore sullo spaccio di stupefacenti) e che si conclude non appena il boss riesce a ottenere alcuni privilegi e la rimozione di alcune restrizioni carcerarie. Subito dopo, Don Pietro ordina tramite una telefonata di uccidere tutti i nigeriani, ma la chiamata viene intercettata, e il giorno dopo per lui scatta il regime speciale 41 bis.

 


EPISODIO 5: Il ruggito della leonessa (regia di Francesca Comencini)

Dopo l’arresto di Don Pietro, dopo la rivolta dei nigeriani, e dopo il sequestro di una partita di droga da parte della Guardia di Finanza, il clan Savastano è in difficoltà economiche, così Imma e Genny si recano a Milano per farsi consegnare un po’ di liquidità da Musi. Il commercialista, però, ha investito tutto, a loro insaputa ovviamente, in un'azienda che ha perso un appalto. Musi cerca di risolvere la cosa corrompendo il funzionario pubblico che gestisce l’appalto, ma fallisce e finisce in prigione. Viene scarcerato grazie all’intervento di Donna Imma, ma siccome non può restituire i soldi persi, si suicida. Genny ha in testa solo Noemi, così Imma prende ufficialmente le redini, disobbedendo al marito, che poco prima le ha comunicato il suo volere: suo figlio sarà il nuovo boss del clan Savastano, e sarà affiancato da Ciro.

 


EPISODIO 6: Roulette spagnola (regia di Stefano Sollima)

Nonostante gli ordini del marito, Imma è ora al comando del clan. Ordina a Ciro di andare a Barcellona per raggiungere una tregua con Salvatore Conte – che intanto ha preso il comando della distribuzione di droga in Europa mediorientale –, e a Genny di andare in Honduras per trattare con i produttori di cocaina, furiosi perché non sono stati ancora pagati, e per stringere un nuovo accordo. A Barcellona, Ciro deve gestire una contrattazione con i russi per Conte. Se l’affare andrà a buon fine, l’Immortale potrà tornare a Napoli con la garanzia di una lunga collaborazione con il clan Savastano. Ciro riesce nell’impresa, ma al suo rientro scopre che Donna Imma sta stravolgendo gli equilibri interni del clan per prendere il controllo assoluto. Don Pietro capisce che sua moglie è l’unica persona di cui può veramente fidarsi, e le dà carta bianca.

 


EPISODIO 7: Imma contro tutti (regia di Francesca Comencini)

Con l’arrivo dei primi rifornimenti di droga dalla Spagna, Imma apre una nuova piazza di spaccio per fare concorrenza alle altre famiglie, che non la prendono bene e reagiscono. A capo della nuova piazza viene messo Ciro, ma l’Immortale prende la cosa come un affronto. Dall’Honduras tutto tace, e non si sa se Genny è ancora vivo. Donna Imma offre una tregua alle famiglie rivali chiarendo che i Savastano avranno l'esclusiva sull'importazione della droga, e che tutti loro dovranno rifornirsi da lei alle sue condizioni. Settimane dopo, di notte, la donna viene svegliata da uno sparo. E’ Genny, che ha sparato al loro cane, colpevole di averlo morso. Il ragazzone di una volta non c’è più: dall’America del Sud è tornata un’altra persona, una persona che ha visto l’inferno coi propri occhi.

 


EPISODIO 8: La scheda bianca (regia di Claudio Cupellini)

I mesi in Honduras hanno completamente trasformato Genny. L’hanno indurito, l’hanno reso un uomo, e ora è pronto a prendere il comando. Ora è lui che comanda, ma i vecchi membri del clan hanno parecchie riserve. Ciro, ambizioso come non mai, è sicuro che l’amico finalmente gli darà ciò che gli spetta, ma il giovane Savastano distrugge i suoi sogni sul nascere: non c’è posto per lui al vertice del clan. Imma è preoccupata per il cambiamento radicale del figlio, e quando i due discutono, lui le confessa di essere stato costretto a squartare un uomo con un machete. Genny capisce che per controllare il territorio bisogna controllare la politica, così manovra le elezioni comunali della città di Giugliano, strategica per gli affari, e fa eleggere un uomo fedele a lui. L’Immortale medita vendetta, e comincia a disseminare dubbi e incertezze tra i membri anziani del clan per metterli contro l’ex amico, e convince Danielino, un giovane meccanico affascinato dal mondo della criminalità, a diventare un corriere della droga in cambio di denaro e merce costosa.

 


EPISODIO 9: Gelsomina Verde (regia di Claudio Cupellini)

Genny ordina al nuovo sindaco di Giugliano di realizzare un progetto edilizio su cui i Savastano potranno speculare. Nel progetto è coinvolto anche l’imprenditore Tonino Russo, un fedelissimo di Conte. Il progetto è fermo a causa dei fratelli Romano, ma Genny li fa uccidere da Ciro. Ad aiutare l’Immortale è Danielino, che per la prima volta è coinvolto in un'esecuzione malavitosa. Il piano dell’Immortale è semplice: indebolire l'autorità di Genny per scatenare una faida interna al clan e trarre vantaggio da una nuova guerra tra bande criminali. Per questo motivo, Ciro ordina a Daniele di uccidere Tonino Russo. Con i soldi ricevuti, il ragazzo compra un anello di fidanzamento per Manu, la sua ragazza. Quando Danielino scopre chi era Tonino Russo, va nel panico, e va a nascondersi. Per trovarlo, Ciro rapisce, tortura e infine uccide Manu. Il giorno dopo, Daniele viene a sapere della morte di Manu. Disperato, chiama il fratello maggiore, Massimo, che è l’autista personale di Salvatore Conte. Quando viene a sapere chi ha ucciso Tonino Russo, il boss decide di tornare a Napoli.

 


EPISODIO 10: Ora facciamo i Conte (regia di Claudio Cupellini)

Ignaro del fatto che Ciro lo sta tradendo, Genny affida all’Immortale l’incarico trovare l'assassino di Tonino Russo. Il giovane Savastano è infatti preoccupato che gli accordi con Conte siano compromessi. Daniele, intanto, è rintanato in un casale abbandonato, e continua a chiamare il fratello, e dopo una serie di chiamate senza risposta riesce finalmente a dirgli quanto successo. A quel punto, Massimo decide di dire la verità a Conte: Danielino ha ucciso Tonino Russo dopo essere stato raggirato e ingannato dai Savastano. Conte rassicura Massimo: Daniele non ha nulla da temere da lui, anzi, verrà messo al sicuro lontano da Genny e dai suoi. Ciro, intanto, non riuscendo a trovare il ragazzo e temendo di essere scoperto, dice a Genny che a uccidere Russo è sicuramente stato un membro del clan, che lui lo troverà e lo ucciderà. L’Immortale, però, arriva tardi: Daniele muore infatti per mano di Conte, ma non prima di avergli confessato che è stato Ciro Di Marzio a dirgli di uccidere Tonino Russo. Conte tenta poi di uccidere anche Massimo, ma il ragazzo, anche se ferito, riesce a fuggire.

 


EPISODIO 11: 100 modi per uccidere (regia di Claudio Cupellini)

Al funerale di Daniele partecipa anche il clan Savastano. In prima fila, insieme alla madre del ragazzo, ci sono anche Imma, Genny e Ciro. Il parroco apre la messa con un'accusa contro i responsabili della morte del ragazzo che assistono indifferenti alla funzione. Massimo, intanto, è morto a causa delle ferite. Genny convoca una riunione a cui partecipano sia le vecchie che le nuove leve del clan: Conte deve essere punito. I giovani sono d’accordo, gli anziani no. Zecchinetta, che non crede che Conte stia cercando di corrompere i membri del clan Savastano per portarli dalla sua parte, abbandona la riunione. Lo seguono tutti gli uomini della vecchia guardia. Genny abbocca alla trappola di Ciro, ordinando ai suoi fedelissimi di uccidere Zecchinetta. E’ scontro aperto con le vecchie guardie del clan. Su suggerimento dell’Immortale, Genny va a trovare suo padre, ma Don Pietro è quasi catatonico, sembra aver perso ogni contatto con la realtà, e ormai non parla neanche più. Su consiglio di Donna Imma, Genny convoca un’altra riunione fingendo che don Pietro abbia dato l'ordine di ristabilire la pace all'interno del clan e di unirsi tutti contro Salvatore Conte. La vecchia guardia, però, non gli crede, e Ciro ne approfitta per dare inizio a una scissione. Conte è intenzionato a far fuori Genny: solo così potrà riavere ciò che gli è stato tolto. All’incontro sono presenti anche ’o Baroncino, ’o Fringuello e ’o Zingaro, ex fedelissimi di Don Pietro.

 

Bruno, l’amico di Danielino, intanto, ha spedito a casa un cellulare con una conversazione memorizzata. Sua madre chiama subito Donna Imma. Prima di essere torturata e uccisa da Ciro, Manu aveva infatti chiamato Bruno, ma la chiamata era andata in segreteria. Nella registrazione si sente la ragazza gridare, e si sente Ciro minacciarla. Ecco la prova: Ciro è il traditore. Rosario, appostato sotto casa di Bruno, avvisa l’Immortale. Imma e Ciro si incontrano. Prima, però, salva la telefonata su un CD e lo affida all’amica Marina: se lei morirà, il CD dovrà andare dritto all’avvocato di famiglia. Ciro e Donna Imma si incontrano in un bar, e la verità viene a galla. Imma offre però a Ciro la possibilità di redimersi: organizzare un'imboscata per uccidere Salvatore Conte e poi andarsene per sempre da Napoli. Gli dice inoltre di non farsi venire strane idee, perché se dovesse succederle qualcosa, Genny scoprirà comunque il suo tradimento. Nonostante ciò, Imma e Marina vengono uccise a pochi metri da locale. Rosario s'impossessa del CD e lo distrugge. L’Immortale incontra Conte e gli propone un'alleanza.

 


EPISODIO 12: Gli Immortali (regia di Stefano Sollima)

Don Pietro, sempre in stato catatonico, non reagisce alla notizia della morte di Imma. Genny, intanto, mentre sceglie gli abiti per vestire la salma della madre vede la sua borsetta preferita, e dentro trova un CD indirizzato a lui. Il giovane boss scopre dunque che il traditore è Ciro, e che dunque è lui il responsabile della morte di sua madre. All’obitorio, Genny chiama Ciro per chiedergli di accompagnare il feretro. Durante il viaggio, Genny ricorda a Ciro la loro amicizia, parlando di fedeltà e religione. Quando finalmente il corteo arriva al cimitero, l’Immortale capisce di essere stato scoperto. Le vecchie leve del clan sono tutte lì, ma dei giovani nessuna traccia. Ciro a quel punto decide di andarsene, trascinando via moglie e figli. I Di Marzio lasciano la loro casa appena in tempo e si rifugiano fuori città. In preda alla paranoia, Genny ordina ai suoi di uccidere tutti i vecchi membri del clan. Si salva solo Malammore. Il giovane Savastano offre 150.000 euro a chiunque gli darà notizie sicure sul nascondiglio di Ciro. L’Immortale, intanto, incontra Conte, ed evita la morte convincendolo di essere in grado di eliminare il suo rivale.

 

Ciro fa dunque spargere la voce che assisterà alla recita teatrale della figlia. Genny ordina ai suoi uomini di andare a circondare il teatro, ma questi vengono uccisi in un’imboscata dagli uomini di Conte. Il giovane Savastano, però, non viaggiava con loro, infatti riesce a entrare nell’edificio dal retro. Conte avvisa Ciro che Genny è ancora vivo, ma è troppo tardi, e per i due ex amici è il momento dello scontro. Genny si accinge a sparare, ma nel trambusto viene invece colpito dai colpi sparati da Ciro, e cade a terra in fin di vita. Dopo essere fuggito dal teatro, Ciro chiama conte per dirgli che Genny è morto, e che ora rimane solo Don Pietro da eliminare. Deborah, la moglie di Ciro, è furiosa, e se ne va insieme alla figlia.

 

Don Pietro, sempre catatonico, dev’essere trasferito, ma durante il tragitto, la camionetta su cui viaggia viene fermata all’improvviso in mezzo alla strada. Degli uomini mascherati aprono il fuoco sugli agenti, uccidendoli tutti. Quando le porte si aprono, uno degli assalitori si toglie la maschera: è Malammore. A quel punto, il boss si alza: era tutta una finta, e, lucidissimo, sale in auto col suo fedelissimo. Genny, a terra in una pozza di sangue, è in condizioni critiche. Le dita della sua mano destra, però, si muovono: è ancora vivo.