di Barbara Ferrara

 

“Che cosa possono le leggi
dove regna soltanto il denaro?
la giustizia non è altro che una pubblica merce...
di cosa vivrebbero
ciarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente”

 

E’ con queste parole, tratte dal testo "Inneres Auge" di Franco Battiato, che Tea Falco chiude la conferenza stampa di 1993 presso lo storico Cinema Odeon di Milano, ed è qui che la intervistiamo a pochi gironi dal debutto ufficiale della serie, su Sky Atlantic martedì 16 maggio alle 21.15. L’attrice riveste per la seconda volta i panni della bella e ricca figlia di Michele Mainaghi, morto sucida in 1992. Ma se nel primo capitolo della trilogia l’abbiamo vista persa nei suoi ventiquattro anni, fatti di vuoto esistenziale, rave, centri sociali e soprattutto droghe, nel secondo, la ritroviamo cresciuta: “Bibi quest’anno è molto cambiata”, ci confessa la stessa Tea Falco. Non è più la ragazzina viziata figlia di papà senz’arte né parte, che passa il tempo a fare la rampolla-tossica di famiglia, che biascica perché apatica e inetta: è diventata una donna forte e ha finalmente deciso di prendere in mano le redini della sua vita.

 

L’ultima scena di 1992 si era chiusa in piazza Duomo proprio su Bibi Mainaghi e Leonardo Notte (Stefano Accorsi) che prometteva al mondo uno “splendido 1993”, la prima scena del secondo capitolo che la vede protagonista si apre in Procura, troviamo Bibi insieme a Luca Pastore (Domenico Diele), il poliziotto del pool di Mani Pulite con cui Beatrice ha stretto un rapporto particolarmente stretto e tormentato. E fin da subito capiamo che non è più la stessa, ha subito una totale evoluzione spinta anche dagli eventi, e forzata dalle necessità esterne è l’unica “superstite” che può occuparsi degli affari di famiglia, e lo farà tirando fuori artigli. E’ scaltra come suo padre, Bibi. E seguirà le sue orme, da spettatrice passiva, suo malgrado, diventa parte attiva. E se ogni rivoluzione ha un prezzo, lei è pronta a far cassa.


Come è cambiato il suo personaggio in 1993?
Bibi quest’anno ha subito un’evoluzione enorme, in 1992 era una ragazza con problemi di tossicodipendenze diventata all’improvviso imprenditrice collusa dalla mafia, in 1993 la ritroviamo imprenditrice ma consapevole, deve lottare contro questa collusione e scegliere se rimanere in questa trappola oppure affrontare le regole dell’ingranaggio di una politica corrotta e della mafia.


La sua è un’eredità non voluta.
Esatto, è un karma che la perseguita, ma credo che alla fine ognuno ha il karma che merita: se fai delle cose buone, in generale nella vita, se sei una bella persona e fai delle cose positive per te e per gli altri, alla fine il tuo karma sarà positivo, se invece fai delle cose negative, il tuo karma ricadrà in maniera negativa.


Tea Falco crede nella legge del karma?
Certo, è un po’ come la legge di causa-effetto fisica; ho saputo che Duilio Poggiolini, colui che aveva preso delle tangenti dalle case farmaceutiche, nel 2014 è stato trovato in una casa di cura abusiva in condizioni igieniche pessime, insieme alla moglie. Immaginare due vecchietti ridotti così mi fa molta tenerezza. Una fine del genere non la si augura nemmeno al peggior nemico però secondo me, nella vita bisogna fare delle cose buone, che portino un’evoluzione nel mondo.


In 1993 Bibi appare una donna forte.
Mi piace definirla una samurai che lotta. Tra l’altro ho fatto anche uno studio sui samurai.


Come coniugare lo spirito di un samurai con la fragilità del suo personaggio?
Quest’anno Bibi è completamente sola, la madre è quasi inesistente, il padre si è suicidato, il fratello non è messo benissimo. Deve fare da madre e padre a se stessa, è come se avesse addosso una corazza che la protegge dal mondo. Lotta nascondendo la sua vulnerabiltà.


Come si è preparata al ruolo?
Innanzitutto cambiando il timbro di voce, ora è più intenso e forte, Bibi non è più una tossicodipendente, quest’anno utilizzo il mio timbro, la scelta fatta tre anni fa in 1993 non ha più senso.


Il 1993 che anno è stato per Tea Talco?
Nel 1993 avevo circa otto anni, ricordo la radio, io in macchina con mio padre, mi sta accompagnando a scuola, ricordo parole come Mani Pulite, Tangentopoli, Berlusconi, parole che mi suonavano strano, parole che non capivo.

 

 

 

 

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